Quattromila ragazzi a Varese Abbraccio bagnato con Scola

VARESE In quattromila sotto la pioggia per incontrare il cardinale. Finisce sotto l’acqua l’appuntamento annuale al Sacro Monte di Varese dell’arcivescovo di Milano con i ragazzi di 14 anni dell’intera diocesi ambrosiana.«La bellezza è la grande strada per la verità – ha esordito così il cardinale Angelo Scola rivolgendosi ai ragazzi che lo attendevano alla XIV cappella – La verità è la capacità che Dio ci ha donato di conoscere la realtà». La bellezza è quella del Sacro Monte e della sua storia, della natura e soprattutto della salita dei ragazzi.«Con lo sguardo vi abbraccio e mi rendo conto che alla vostra età, al di là delle prove che la vita può riservare, in ognuno di voi c’è il desiderio potente, c’è il gusto e la passione di entrare nella realtà di capirla e di conoscerla, ma siamo qui perché Uno ci ha convocato».Nella riflessione proposta vengono riportati i pensieri dei ragazzi che spiegano di faticare a comprendere i desideri che portano dentro, perché mescolati con altri messaggi da faceboook, internet e televisione. L’arcivescovo coglie lo spunto e commenta.«Ci sono tanti segni di questa confusione nella nostra società, ma non dobbiamo essere ipocriti. Sono dentro di noi, spesso storditi dalla quantità di messaggi che ci attraversano. Un grande pensatore francese Maritain la chiamava “babelismo”». E riferendosi

al tema della salita “Effatà”, “apriti”: «Se tu ti apri e ascolti, qualcuno si rivolge a te in un modo personale. Per questo sei qui perché un amico ti ha invitato, perché il tuo “don” ti ha detto andiamo lì». E concludendo: «Questa è la strada da seguire per uscire dal babelismo, che induce a pensare che per essere liberi non bisogna avere legami. Per essere liberi bisogna averne di solidi come quelli della vostra comunità. La confusione non è l’ultima parola: coraggio».Un coraggio che non è mancato ai presenti quando grandi e scuri nuvoloni hanno avvolto la cima del monte. La grandine però, nonostante il mega tendone approntato, ha indotto il cardinale e gli organizzatori a tagliare parte della celebrazione compresa l’omelia.Scola si è affrettato a congedare l’assemblea: «Mai benedizione è stata più bella perché la benedizione si fa con l’acqua». Scompaginato il programma l’arcivescovo ha anche avuto il tempo di fermarsi con i ragazzi che si sono avvicinati al tendone per salutarlo.E malgrado il meteo, l’appuntamento ha mantenuto la sua importanza. «All’interno dell’itinerario di riflessione sulla propria fede, i ragazzi di seconda e terza media hanno alcuni momenti forti che forniscono un senso di ecclesialità» ha raccontato don Alessio Mauri che ha accompagnato i ragazzi di Biumo Inferiore e Superiore, Valle Olona e San Fermo».

s.bartolini

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