Quei quattro grammi di marijuana trovati in casa il giorno dell’arresto

L’avvocato della famiglia di Giada: «Le analisi eseguite subito dopo il fermo hanno mostrato tracce di cannabis»

Quattro grammi di marijuana trovati a casa di Flavio Jeanne il giorno del suo arresto. Nel 2015 fu segnalato alla Prefettura quale assuntore abituale di droga.

«C’è un precedente di quando era minorenne», aggiunge Corrado Viazzo, avvocato della famiglia di Giada Molinaro. Mamma Stefania e papà Pasquale ieri erano in aula con i due fratellini di Giada. «Le analisi eseguite subito dopo l’arresto hanno mostrato tracce di cannabinoidi nelle urine del ragazzo».

Il ragazzo è Flavio Jeanne, 24 anni, condannato ieri a 6 anni, con patente ritirata per sempre, perché ritenuto colpevole di omicidio stradale, con l’aggravante della fuga. Jeanne ha investito e ucciso, sparendo poi nel nulla per due giorni, Giada Molinaro, 17 anni, studentessa varesina, in viale dei Mille lo scorso settembre.

È’ stato il pubblico ministero Massimo Politi ieri in aula a sottolineare come “la droga sia stata sempre presente nella vita dell’imputato. Sin da quando era minorenne, citando un precedente specifico. Politi ha spiegato che secondo lui quella notte Jeanne fuggì «perché stava guidando sotto l’effetto di stupefacenti».

Provarlo, però, è stato impossibile. Sì è vero due giorni dopo l’incidente costato la vita a Giada fu sottoposto a test per accertare o meno l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Sì è vero è risultato positivo ai cannabinoidi. Ma, non essendosi fermato, essendo fuggito per 48 ore dopo l’incidente, è impossibile stabilire quando Jeanne abbia assunto la droga. Impossibile stabilire se quella marijuana l’avesse fumata la notte dell’incidente, investendo poi Giada da alterato, oppure la notte successiva oppure quella ancora dopo.

Ed è per questo che la procura non ha potuto contestargli anche l’ulteriore, pesantissima aggravante, della guida sotto l’effetto di stupefacenti al momento dell’incidente. Che avrebbe potuto portare a un ulteriore, e sostanziale, innalzamento della pena a suo carico.

Tuttavia il pubblico ministero Politi ieri in aula ha messo in fila tutti i precedenti di Jeanne, ivi compresa l’indagine scattata successivamente, in relazione allo spaccio per cui è poi stata chiesta l’archiviazione, all’incidente. Il ragazzo aveva in ogni caso dei precedenti di polizia in relazione agli stupefacenti.