Tutto è pronto per la 42esima edizione del Forum Ambrosetti: i lavori inizieranno domani, e anche quest’anno le personalità che affolleranno Villa d’Este e la sua dependance saranno tra le più importanti e influenti del mondo. I numeri del Forum sono impressionanti: fino a domenica la residenza rinascimentale situata sulle rive del Lago di Como vedrà transitare nelle sue sale ben duecento partecipanti (a cui si sommano i vari accompagnatori), un centinaio di giovani imprenditori e quasi cinquecento giornalisti.
Una “tre giorni” di lavori in cui, come ogni anno, si discuterà delle sfide per lo scenario globale e in cui nulla potrà e dovrà andare storto. Per conoscere meglio il lavoro che sta dietro le quinte di una macchina così complessa abbiamo parlato con , varesina e nello staff di Ambrosetti dal 1988: «Questa è per me la ventiseiesima edizione del Forum – ci racconta – All’interno del team sono quella che da più tempo è impegnata nell’organizzazione».
Il forum inizialmente era un incontro destinato a un ristretto numero di partecipanti. Anche le adesioni potevano essere più elastiche e le regole meno ferree. A causa della recente situazione internazionale, e del carattere sempre più globale che l’appuntamento ha assunto, le norme di sicurezza e di adesione sono oggi molto più restrittive. Le faccio un esempio: se prima un partecipante si poteva aggiungere anche all’ultimo momento, adesso è proprio impensabile. Tutte le partecipazioni vengono confermate con largo anticipo e la presenza viene organizzata nel più piccolo dettaglio. In un contesto di questo tipo, l’anzianità aiuta: con gli anni si acquisisce una maggiore sicurezza, necessaria per poter affrontare con serenità un evento così complesso.
Il team messo in campo da The European House-Ambrosetti conta circa 50 persone, che durante l’anno sono impegnate nella stesura del programma e nell’individuazione dei relatori. Arrivati ai giorni dei lavori, il telefono diventa rovente, le mail a cui rispondere si moltiplicano, ma non bisogna dimenticare anche gli aspetti più pratici: a tutti coloro che partecipano bisogna garantire un pernottamento, un trasferimento e tutto il necessario per i tre giorni. E farlo in modo impeccabile. L’indotto generato nella zona è veramente notevole.
Assolutamente sì. Siamo, fra l’altro, un team molto “femminile”, e cioè per lo più composto da donne. Tra di noi basta uno sguardo, una parola, per intenderci alla perfezione. Malgrado la difficoltà e le tensioni, normali durante la messa in onda di un evento del genere, riusciamo sempre a trovare dei momenti di serenità, in cui una battuta fra noi sdrammatizza ogni difficoltà.
Ho iniziato a lavorare per Ambrosetti nel maggio 1988: da allora ho imparato lo spirito di sacrificio, la dedizione assoluta e il rispetto per il lavoro mio e dei colleghi. Le faccio un esempio: nei giorni del Forum la notte non si dorme, perché dobbiamo preparare tutti i materiali necessari ai relatori. Lo facciamo tutti quanti insieme, indipendentemente dal ruolo ricoperto o dall’anzianità: ci mettiamo, chi seduto per terra, chi sul tavolo, tutta la notte ad organizzare. In quei momenti si lavora con collaborazione massima, complicità e sintonia tra tutti noi. È per questo che, nonostante finiamo a notte fonda, il giorno dopo alle 7 di mattina ci presentiamo, con il sorriso sulle labbra, precisi e puntuali.
Fra tantissimi anni, mi piacerebbe raccogliere in un libro cose che adesso preferisco non raccontare. Qualche episodio curioso: nel 2008 fu nostro ospite Dick Cheney, vice del presidente americano George W. Bush. Oltre a presentarsi con i marines, atterrati con un aereo cargo carico di Hammer e Jeep, mi ricordo che aveva portato, chiaramente per motivi di sicurezza, un podio antiproiettile che andava sistemato nella sala principale dove, durante i lavori, non passa neanche uno spillo. Immaginatevi la difficoltà nello spostamento.
In particolare sono due: il primo è quello legato all’arrivo a Cernobbio di Bill Gates. Venne nel 1996 e in quegli anni la sua immagine era quella dell’uomo che stava rivoluzionando il mondo. Il suo arrivo fu contestuale ai fuochi d’artificio sul lago: un momento che non scorderò mai. Il secondo è legato ad Enzo Biagi, che condusse lo speciale Rai1 registrato in occasione della serata di gala. Una persona che ho sempre stimato e che di persona mi ha dimostrato dimostrò grande semplicità ed umiltà. Il mio ringraziamento va ai colleghi che sono riusciti a strappare queste partecipazioni: le emozioni che si provano in quei momenti ripagano di ogni sforzo.













