«Questa non è legittima difesa ma l’ennesima presa in giro»

Anche nel Varesotto Lega e Forza Italia si scagliano contro il disegno approvato alla Camera. Un anno fa di questi tempi la raccolta firme per una norma di iniziativa popolare.

Legittima difesa, il disegno di legge approvato alla Camera divide la politica varesina. Scontro tra centrodestra e centrosinistra: per la Lega Nord «è una risposta bizzarra ad un problema serio», ma il Pd ribatte che «con la demagogia e la propaganda si rischia solo di fare pessime leggi». Per Forza Italia, che aveva raccolto le firme un anno fa nelle nostre città, «è stata tradita la fiducia dei cittadini».

Il tema è sentito. Non più tardi di un anno fa, nelle piazze e nei Comuni circolavano i moduli per la raccolta di firme per la legge d’iniziativa popolare sull’introduzione della legittima difesa, un’iniziativa su cui si era molto spesa Forza Italia. «Quell’azione politica condotta in mezzo alla gente in tutta la provincia di Varese per raccogliere le firme su un tema molto sentito – fa sapere ora il responsabile regionale degli enti locali degli azzurri – è stata resa vana da questa legge annacquata. I cittadini devono sapere che la fiducia che avevano posto in questa iniziativa è stata tradita, e questo tradimento porta nomi e cognomi: il centrosinistra».

L’esponente di Forza Italia scuote la testa rispetto al provvedimento votato alla Camera: «È come quando si dice che uno entra papa ed esce cardinale, è successa la stessa cosa – sostiene Calemme – il disegno di legge prevedeva, secondo il nostro modo di vedere, era equilibrato, giusto e civile, con garanzie processuali per tutti ma soprattutto tranquillità e sicurezza

per chi si vede sopraffare nella propria proprietà privata e nella propria attività imprenditoriale. Ora, se mi trovo in casa alle tre del pomeriggio e voglio difendere i miei familiari da un’aggressione, cosa devo fare, devo rassegnarmi subire violenza o devo vivere nel timore di dover passare dalla padella nella brace e dover risarcire chi ha violato la mia proprietà?».

Per il senatore della Lega Nord , il testo uscito da Montecitorio è «una risposta bizzarra ad un problema serio, che non si ha il coraggio di affrontare in maniera compiuta. La risposta non è questa. C’è sempre un magistrato deve valutare, e poi questa faccenda delle ore notturne: adesso sono le 18.30, potrebbe essere inverno, primavera, nuvoloso, come si fa a stabilire se ci si può difendere oppure no? Il principio di una giusta legge deve essere semplice: se tu mi porti un’aggressione in casa mia o nel mio negozio io mi difendo e se tu hai la peggio sono affari tuoi, brutale brutale».

Ora Candiani attende la discussione in Senato, e promette: «Porteremo avanti la nostra proposta con determinazione, loro si giustifichino di fronte al Paese. Hanno depenalizzato una fila di reati e ora si scoprono timidi nei confronti della legittima difesa? È un preconcetto politico».

Ma per il deputato del Pd , il testo è stato il frutto di una «discussione politica in cui il punto di caduta è stato quello di dare certezze, ma senza aprire alla possibilità di dare libertà di sparare. Si sta facendo molta polemica sulla questione delle ore notturne, ma in realtà sono state introdotte delle fattispecie che chiariscono la legittimità. Si è voluto venire incontro, con equilibrio, ad un sentimento presente nel Paese ma senza arrivare ad una legge “all’americana”. Perché in certe situazioni si alza il livello di deterrenza ma anche l’efferatezza della criminalità». Senaldi è convinto che in Parlamento si sarebbe potuto trovare un equilibrio ampio su questa legge: «Ma quando un tema reale si trasforma in bandiera politica e il livello scontro si alza, rischiamo di peggiorare le leggi. Qui qualche forza politica ha valutato più il ritorno politico per sé che non il disegno di legge in sé».