Riavvolgiamo il nastro al 19 aprile 2016, è passato da poche ore il referendum sulle trivellazioni ed il nostro amico Daniele Cassioli decide di alzare la manina, attraverso un post su Facebook, per segnalare un problema, ben sintetizzato nel suo messaggio: «Io vivo in un paese che amo ed esalto quando ne parlo all’estero. Bene, in questo paese ieri (domenica) non ho potuto votare perché, secondo chi presiedeva il seggio, dovevo obbligatoriamente votare con mia mamma nonostante io sia maggiorenne da
un pezzo. Verificherò la normativa. È come se andassi a cena con amici e il gestore del locale non mi facesse sedere perché non c’è con me mia madre. Qui l’aggravante è che cercavo di esercitare un mio sacrosanto diritto. Sono deluso perché il mio paese è culturalmente al paleolitico in talune persone della cosa pubblica e in talune sedi. Sono felice perché mi batto da tempo per sensibilizzare e, come possiamo vedere, la sensibilizzazione nel paleolitico non è mai troppa».
Dopo veloci consultazioni e ricerche, grazie anche al prezioso aiuto di Gaetano Marchetto, presidente della sezione provinciale di Varese dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, giungiamo alla conclusione che la denuncia di Daniele è più che legittima: come stabilisce la Legge n. 17 del 5 febbraio 2003, infatti, gli elettori fisicamente impediti possono esercitare il proprio diritto di voto con l’assistenza di un altro elettore della propria famiglia, o in mancanza, di un altro elettore scelto come accompagnatore, che può essere iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune italiano, essendo inoltre in possesso dell’annotazione (permanente) che attesti il diritto al voto assistito mediante l’apposizione del timbro con la sigla “AVD” (diritto voto assistito) sulla tessera elettorale personale.
Al termine di questa disamina dei fatti, lo stesso Gaetano Marchetto decide di inviare una lettera di segnalazione ad Edoardo Guenzani, sindaco del comune di Gallarate in cui Daniele Cassioli vota, ed a Edoardo D’Avossa, presidente del Tribunale di Busto Arsizio, competente per le casistiche di Gallarate.
Oggi, 2 giugno 2016, è passato un mese e mezzo e non è ancora pervenuta una benché minima risposta da ambo le parti. Sia il comune di Gallarate che il Tribunale di Busto Arsizio hanno preferito lasciar cadere nell’acqua questa segnalazione, forse nella speranza che il tempo fiaccasse la resistenza.
Ebbene, hanno sbagliato i conti. A pochi giorni da una nuova tornata elettorale, questa volta, il problema si ripropone: Daniele potrà votare senza problemi? Non lo sappiamo, non lo sa nemmeno lui: «Sinceramente no, non c’è stata nessuna risposta, nessun feedback, nessuna reazione. E questo un po’ mi spiace perché comunque ci siamo rivolti a due istituzioni, che dovrebbero avere tutti gli interessi a sistemare questioni di questo ordine. Nessuno si è fatto vivo sebbene mi aspettassi che, vista l’importanza della questione, qualcuno mi contattasse, oppure contattasse l’Unione Ciechi ed Ipovedenti». Ora Daniele vorrebbe votare per scegliere il sindaco della sua Gallarate: «Sarei anche ben propenso a farlo, se solo avessi la certezza di poter votare, diritto che mi è stato negato il 17 aprile scorso. Non mi servono scuse, però quantomeno delle rettifiche o la sicurezza di poter tornare e poter esercitare un mio diritto. Perché in un periodo di campagna elettorale si fanno tanti bei discorsi per i cittadini, però nella vita di tutti i giorni gli stessi vengono dimenticati. Questa situazione meritava una reazione, una spiegazione, invece nulla. Mi spiace». Il discorso, nello specifico, riguarda Daniele Cassioli, ma potrebbe coinvolgere qualsiasi altra persona non vedente e nella sua stessa situazione: «È bello comunicare tutte le attività che faccio e facciamo noi non vedenti, proprio per questo mi è sembrato necessario segnalare quanto successo il 17 aprile. Tutti i non vedenti hanno diritto al voto, è sufficiente che vengano accompagnati da una qualsiasi persona che sia maggiorenne e che sia abilitata a votare. Speriamo che questo concetto divenga chiaro per tutti, intanto attendiamo risposte».













