Nuovo furto ai danni di un negozio in centro: dopo la rapina in via Dandolo, i ladri hanno ripulito l’erboristeria Naturelle di via Donizetti nella notte tra venerdì e sabato. E la rabbia dei commercianti è esplosa definitivamente: «francamente siamo preoccupati, impauriti e arrabbiati. Molto arrabbiati». Il post comparso ieri mattina sulla pagina Facebook di Naturelle è inequivocabile: «un furto. Buon primo di aprile». Ma come dimostrano le fotografie delle grate del negozio divelte e dei poliziotti intervenuti per il sopralluogo purtroppo non si è trattato di uno scherzo. E dai commenti emerge una situazione ancora più preoccupante: da domenica a giovedì i ladri hanno tentato di saccheggiare altre due attività commerciali. Fortunatamente senza riuscire a mettere a segno il colpo. Giovedì mattina alle 11 in via Dandolo, pieno giorno e pieno centro, Mojtaba Shahir, titolare dello storico negozio di tappeti da 40 anni attivo a Varese, s’è ritrovato con del liquido urticante in faccia e una pistola puntata contro ed è stato rapinato del suo Rolex e di 150 euro in contanti. I malviventi, due ragazze di cui una incinta e un uomo, sono fuggiti con un’auto posteggiata davanti al negozio. La polizia sta adesso visionando i filmati delle telecamere nella zona del tribunale per capire se abbiano immortalato il passaggio dell’auto. In via Dandolo, infatti, telecamere non ce ne sono. «Ed è assurdo – spiega Yvonne Rosa, titolare di un negozio di abbigliamento in corso Matteotti – dopo la rapina la preoccupazione è cresciuta. Io sono preoccupata e come me lo sono gli altri esercenti del corso. Ho parlato con la maggior parte di loro e il sentimento è lo stesso per tutti. Sta diventando una cosa assurda». Tra
l’altro il trio che ha colpito in via Dandolo avrebbe già messo a segno altri colpi simili a Varese: «se ci fossero state delle telecamere le forze dell’ordine avrebbero, visto che era giorno, una targa e magari delle facce sulle quali lavorare per prendere questa gente. Anzi dovrebbero pubblicarla sui giornali la faccia di queste persone in modo che tutti possano guardarsi da loro». Rosa spiega: «io sono una donna e come me tantissime commercianti. Francamente non mi sento sicura quando la sera chiudo il negozio ed esco. Ti ritrovi davanti uno più grosso di te, magari con un coltello, come è accaduto qualche mese fa in piazza Podestà e tu cosa puoi fare? Che possibilità hai difenderti?». I commercianti sono esasperati: «siamo consapevoli che non si possa avere un poliziotto davanti a ogni negozio. E siamo grati alle forze di polizia che ogni sera fanno il giro all’orario di chiusura facendoti sentire più sicuro. Ma – spiega Rosa – se te li ritrovi in negozio?». Le telecamere potrebbero essere un passo avanti: «molte non funzionano. Cominciamo da quelle che così magari diamo una mano alle forze dell’ordine», spiega Rosa che parla anche della nascita del gruppo Facebook Diamoci una mano varesini! Composto da commercianti. «Ci incontreremo lunedì e valuteremo anche la proposta magari di organizzare una colletta per l’acquisto di una telecamera da mettere in via Dandolo. La solidarietà verso Shahir è massima: che un uomo che da 40 anni lavora onestamente debba subire una cosa del genere è vergognoso. Ma è il Comune che deve intervenire: non è pensabile che siano i privati a pagare per il pubblico sistema di videosorveglianza. Assurdo chiederci questo dopo le tasse che versiamo».
Emergenza sicurezza: nel giornale in edicola oggi, domenica 2 aprile, due pagine speciali di approfondimenti













