Milano, 13 nov. (Apcom) – L’ha detto alla mamma e si è chiuso in un silenzio ostinato. Ed ora inquirenti e investigatori devono capire chi ha colpito con calci e pugni e poi anche provato a bruciare vivo un ragazzo disabile al 75%. Un episodio probabilmente riconducibile al bullismo che ha lasciato sotto shock un paesino nei pressi di Cittadella. Secondo una prima ricostruzone alcuni compagni del ragazzo quindicenne gli hanno versato addosso dell’alcol e gli hanno dato fuoco. La vicenda, di cui si stanno occupando i carabinieri, si è svolta nel padovano.
Una informativa è già stata trasmessa alla Procura minorile di Venezia. E presto il giovane vittima dei bulli potrebbe essere ascoltato dai magistrati, forse con l’ausilio di un consulente.
Per il momento a stabilire la gravità della vicenda è il
certificato medico, in cui vengono descritte ustioni di secondo
grado ad un avanbraccio e una chiara contusione al volto. Il
riserbo dei militari è massimo. “Le verifiche sugli ambienti
frequentati dal ragazzo e sui suoi compagni di scuola sono alle
prime battute”, si spiega.
Avl
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