Rai; Gip archivia denuncia Pannella su commissione vigilanza

Rai; Gip archivia denuncia Pannella su commissione vigilanza


Roma, 10 mar. (Apcom)
– Il gip del tribunale di Roma,
Pierfrancesco De Angelis, ha archiviato il procedimento nato
dalla denuncia presentata dal leader dei Radicali, Marco
Pannella, rispetto allo stallo in cui si trovava la commissione
Parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, a causa
delle assenze dei parlamentari in opposizione a Riccardo Villari.
Il giudice ha accolto le richieste della Procura, che aveva
chiesto di chiudere il caso perché non riteneva che ricorressero
i presupposti di alcun reato penale. Secondo l’esposto i lavori
dell’organismo parlamentare venivano “preordinatamene disertati
dai commissari (Beltrandi e Sardelli esclusi) al fine di
costringere il presidente regolarmente eletto (Riccardo Villari,
ndr) a dimettersi”.

Il giudice, ritenendo valido il ragionamento del pm Angelantonio
Racanelli e del procuratore capo Giovanni Ferrara, ha spiegato
che è prerogativa dei parlamentari agire come Costituzione
garantisce con l’articolo 68, rispetto alla partecipazione in una
Commissione. I Radicali, le associazioni di utenti, i gruppi, che
avevano fatto denuncia ipotizzando una interruzione di pubblico
servizio, faranno adesso ricorso in Cassazione. Secondo quanto
spiegato dall’avvocato Giuseppe Rossodivita, presidente del
Centro Calamandrei, alla Suprema corte verrà chiesto in
particolare di riconoscere come parti offese gli autori della
denuncia. Già l’ufficio dell’accusa non aveva riconosciuto questo
ruolo. Anche per questo il gip non ha fissato camera di consiglio
e deciso di archiviare senza convocare le parti.

L’avvocato Rossodivita, in occasione della richiesta di
archiviazione, aveva puntualizzato: “Continuiamo a ritenere
sbagliato considerare i comportamenti dei membri della
commissione di vigilanza come disciplinati per intero dai
regolamenti parlamentari. Gli obblighi dei componenti della
commissione di vigilanza nascono direttamente da una legge
ordinaria ed incidono direttamente e per intero su diritti di
terzi estranei al Parlamento. Si tratta di due condizioni che per
la consulta, nella sentenza dei cosiddetti pianisti, obbligano
l’autorità giudiziaria ordinaria ad intervenire, in presenza
dell’obbligatorietà dell’azione penale. Non ci possono mai essere
invasioni di campo nell’affermazione dello Stato di diritto”.

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