Rea: «Sentivo i compagni ma non vedevo niente»

È sdraiato sul divano di casa a rigustarsi Pescara-Varese, la battaglia che probabilmente ha dato la svolta al campionato dei biancorossi. La grande paura, materializzatasi sabato sera a pochi minuti dal fischio finale, era svanita già un paio d’ore dopo, quando i medici dell’ospedale avevano escluso complicazioni.

Angelo Rea per qualche minuto se l’era davvero vista brutta: «Ho messo in alto il piede per cercare di anticipare Maniero, poi mi sono incassato e, cadendo, ho sbattuto la nuca sul prato». Attimi di terrore, perché «sentivo i compagni ma non vedevo niente».

Le lacrime, sue e dei biancorossi, lo sconforto sul volto e un episodio che rischiava di cancellare l’impresa sportiva del suo Varese. Ma tutto si è sistemato.

«Già sull’ambulanza cominciavo a sentirmi meglio. Arrivato all’ospedale, i dottori mi hanno fatto qualche esame, ma non avendo perso i sensi, hanno poi deciso di non sottopormi alla tac».

Nemmeno una notte sotto osservazione dunque, «anche se dovrò tornare qualora sentissi qualcosa di strano». Rea si è goduto così la domenica e il lunedì di riposo insieme alla sua famiglia.

E già oggi il centrale biancorosso si allena insieme al gruppo in vista del prossimo impegno di sabato contro l’Avellino, quando sarà al suo posto davanti alla porta di Bressan. «Sarà una sfida difficilissima, ma i tre punti di Pescara ci hanno fatto capire di che cosa siamo capaci».

Due vittorie in trasferta sono poche, ma quella di sabato vale doppio. «Venivamo da un periodo complicato. A parte i match contro Cesena e Modena, il Varese se l’era sempre giocata. Non ho mai temuto il peggio, perché il gruppo è forte e coeso. Solo il lavoro poteva tirarci fuori e così è stato».

Che cosa ha fatto la differenza rispetto alle ultime uscite? «L’approccio alla gara sicuramente. Il mister ha lavorato tantissimo su questo aspetto. In serie B, soprattutto in trasferta, se vai subito sotto diventa difficile raddrizzare la situazione».

Quel che ha impressionato positivamente è stata la tenuta mentale del Varese anche dopo l’inaspettato pareggio che aveva rimesso in corsa il Pescara. «Ma noi ci siamo guardati negli occhi. Quella partita doveva essere nostra, non abbiamo mai pensato di poter lasciare là dei punti».

La gara con l’Avellino arriva prima di una doppia trasferta, Reggio e Terni, quindi assume un valore ancora più importante. «Ma noi vogliamo imporre il nostro gioco sia in casa che in trasferta, ci abbiamo sempre provato. Non ci spaventa giocare lontano da Masnago, e a Pescara abbiamo dimostrato di poter vincere su ogni campo e contro qualsiasi avversario».

Cosa servirà per battere l’Avellino? «La stessa cattiveria e la stessa determinazione che ci hanno guidati sabato scorso. Noi rispettiamo tutti i nostri avversari, ma davanti ai nostri tifosi vogliamo fare benissimo. Sarà una partita difficile, ma soprattutto per loro, perché il Varese vuole a tutti i costi scalare la classifica».

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