Oltre 140mila euro percepiti indebitamente attraverso reddito di cittadinanza e assegno di inclusione. È questo il risultato dei controlli effettuati nelle ultime settimane dalla Guardia di Finanza di Varese, che ha portato alla denuncia di otto persone ritenute responsabili di irregolarità nell’accesso ai contributi pubblici.
Le verifiche, condotte dai finanzieri della Compagnia di Gallarate, rientrano nel piano di contrasto alle frodi legate alle prestazioni sociali, con l’obiettivo di tutelare le risorse destinate ai cittadini realmente in difficoltà economica.
Dagli accertamenti sono emerse diverse violazioni dei requisiti previsti dalla normativa. In più casi i beneficiari avrebbero omesso di dichiarare attività lavorative, sia regolari sia svolte in nero. Tra i soggetti coinvolti figurano anche un parrucchiere operante a Varese e un lavoratore individuato durante un controllo contro il sommerso in un’attività commerciale di Gallarate.
Altri quattro percettori, invece, avrebbero dichiarato falsamente di non possedere patrimoni o disponibilità economiche rilevanti. In uno dei casi più significativi, un beneficiario avrebbe ricevuto bonifici dall’estero per cifre consistenti, inclusa un’operazione da circa 90mila euro. Un altro soggetto, cittadino marocchino, avrebbe effettuato un trasferimento di 13mila euro per finanziare un pellegrinaggio religioso, pur risultando ufficialmente privo di mezzi economici.
Le verifiche hanno inoltre fatto emergere anomalie relative ai requisiti di residenza. Due coniugi residenti a Gallarate dal 2023 avrebbero attestato falsamente una permanenza continuativa in Italia di almeno cinque anni, condizione indispensabile per ottenere i sussidi.
Tra gli episodi più gravi anche quello di una coppia già condannata per associazione mafiosa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero omesso di indicare la condanna nelle domande presentate. Inoltre la donna, di origine rumena, avrebbe utilizzato un alias associato a un secondo codice fiscale per inoltrare due richieste distinte di assegno di inclusione.
Tutti i casi accertati sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, mentre l’Inps ha già avviato le procedure per la revoca dei benefici e il recupero delle somme percepite indebitamente.
La Guardia di Finanza ha annunciato che i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi nel settore assistenziale e di tutela delle risorse pubbliche destinate alle fasce più vulnerabili della popolazione.













