Referendum: affluenza ai minimi, quorum sempre più un miraggio

Referendum: affluenza ai minimi, quorum sempre più un miraggio


Roma, 21 giu. (Apcom)
– Miraggio quorum. Il maltempo che
imperversa in questo primo giorno di estate, non basta a
convincere gli italiani ad andare a votare per i tre quesiti del
referendum di modifica della legge elettorale.

Alle 19 l’affluenza era all’11,4%, contro il 13,3% registrato alla
stessa ora in occasione della consultazione sulla fecondazione.
Il prossimo dato è previsto per le 22. Le urne riapriranno domani
alle 7 e chiuderanno alle 15. A quel punto il verdetto sarà
definitivo: se non avrà votato il 50% più uno degli elettori, la
consultazione non sarà valida.

Il presidente del comitato referendario, Giovanni Guzzetta,
preferisce non commentare in dati ‘in corsa’, ma punta il dito
contro il comportamento a suo giudizio “discutibile” del ministro
dell’Interno Roberto Maroni che avrebbe intimorito molti
presidenti di seggio. Guzzetta, infatti, parla di diversi casi in
cui “non è stata rispettata la legge” e che i referendari sono
pronti a denunciare a urne chiuse.

Si conferma in calo l’affluenza anche per i
ballottaggi alle elezioni amministrative. Alle 19, secondo i dati
diffusi dal Viminale, per il rinnovo dei presidenti di Provincia
ha votato solo il 22,2% degli aventi diritto, contro il 32,4%
della volta scorsa.

Flessione più contenuta nel voto per i sindaci: ha votato il
32,9% contro il 39,8% della passata tornata elettorale.

Tra gli italiani che hanno votato, il capo dello Stato Giorgio
Napolitano e la signora Clio si sono recati nel seggio di via
Panisperna, nel rione Monti di Roma, nel pomeriggio. Come
annunciato, ha votato anche il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, che intorno alle 12.30 è arrivato nel seggio della
scuola Dante Alighieri di via Scrosati a Milano. Il premier ha
ritirato quattro schede, tre per il referendum e una per il
ballottaggio delle provinciali a Milano, dove Podestà (Pdl) sfida
Penati (Pd). D’altra parte il Cavaliere aveva già spiegato che si
sarebbe espresso a favore dei referendum, sebbene con il leader
della Lega Umberto Bossi abbia siglato un patto di non appoggio
“esplicito” alla consultazione. Nel capoluogo lombardo ha votato
anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha riferito
di essersi espresso a favore di due quesiti e contro il terzo. Si
è recato in serata alle urne a Palermo il presidente del Senato,
Renato Schifani, che ha ritirato tutte le schede.

Alle urne si sono ovviamente presentati i due leader referendari:
il presidente del Comitato promotore Giovanni Guzzetta ha votato
stamattina alle 11.30 al seggio di via Boezio a Roma, mentre il
coordinatore del Comitato, Mario Segni ha votato di buon mattino,
alle 8.30, nella sua Sassari.

Tra i ‘big’ della politica attesi alle urne c’è il presidente
della Camera Gianfranco Fini, convinto sostenitore della
consultazione, che vota nel seggio di via Novara. Ai seggi
domani, il segretario del Partito democratico, Dario
Franceschini, che voterà in via Lavatore, a Roma, nei pressi di
piazza Fontana di Trevi. Ha votato invece questa mattina il suo
predecessore, Walter Veltroni. Non si è recato al seggio, in
controtendenza con la linea del partito, il presidente del
Copasir, Francesco Rutelli.

Cep

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