Roma, 14 apr. (Apcom) – Nonostante il pressing e l’apertura anche da parte di Berlusconi, la Lega si opporrà all’accorpamento del referendum sia con le Europee (il 6 e 7 giugno), sia con il secondo turno delle amministrative (il 21 giugno) perchè la legge elettorale che uscirebbe dalla consultazione popolare “è un attentato alla democrazia del Paese” e “neanche nel periodo fascista è stata fatta una cosa del genere”. Intervistato dalla ‘Stampa’, il ministro leghista Roberto Calderoli rifiuta qualsiasi ipotesi di accorpamento, e respinge anche la motivazione del risparmio di notevoli risorse che deriverebbe dall’election day: “Degli oneri se ne faccia carico chi ha promosso il referendum, i Guzzetta, i Segni e gli altri”.
A giudizio del’esponente della Lega, che oggi riunirà i suoi vertici a Milano, “qui c’è di mezzo la tenuta democratica del Paese: dal referendum verrebbe fuori una legge elettorale mostruosa, una tirannide. Oggi c’è Berlusconi, domani c’è un altro premier e non si può permettere a chi ha ottenuto il 25% dei voti di avere il 55% dei seggi in Parlamento”. Non solo: “Non sarebbe un partito ad avere la maggioranza assoluta, ma una lista in cui puoi mettere cani e porci”. Insomma, “non è una questione di autonomia della Lega”, ma il fatto è che “il referendum amplifica dei mali invece di risolverli”.
Per quanto riguarda la data della consultazione, secondo Calderoli “potrebbe essere fissata anche il 14 giugno o in un’altra data ancora. Certo non il 6-7 giugno in coincidenza con le Europee e il primo turno delle amministrative, ma nemmeno con il secondo turno” fissato per il 21. Questo perchè con l’abbinamento “si crea un anomalo volano che consente di raggiungere il quorum” e perchè “verrebbe meno la segretezza del voto: se al seggio non intendi ritirare le schede per il referendum, lo devi dire”.
Dunque Berlusconi “fa benissimo” a voler discutere dell’accorpamento, “ma questi aspetti di costituzionalità ancora non si conoscono. Adesso ci andiamo a fondo. Berlusconi – conclude Calderoli – ha studiato diritto, non può essere insensibile a queste motivazioni”.
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