Referendum, flash mob a Varese E Fontana annuncia: “Voterò sì”

Referendum, flash mob a Varese E Fontana annuncia: “Voterò sì”

VARESE (c fran) Ore 18.30, piazza Podestà si ferma. Una ventina di persone intorno al monumento del Garibaldino agitano le braccia, mentre altri quattro, vestiti di blu, fanno ondeggiare dei teli di tulle blu e azzurri. Sono alcuni dei componenti dei comitati promotori dei referendum del 12 e 13 giugno e stanno facendo un flash mob: un’azione improvvisa e spettacolare per sostenere la loro causa. E se dev’essere un’azione spettacolare, hanno pensato, se ne deve occupare un esperto di spettacolo. Per questo i comitati “2 sì per l’acqua bene comune” e “Vota sì per fermare il nucleare” si sono rivolti ad Adriano Gallina, direttore del teatro Condominio Gassman e del teatro del Popolo

a Gallarate. Gallina ha pensato il concept del mini spettacolo andato in scena ieri pomeriggio: i ragazzi vestiti da “albero” agitano le foglie quando i teli di tulle, che rappresentano un fiume, “scorrono” liberi. Ma poi l’acqua viene privatizzata, diventa prigioniera delle ditte private e non è più a disposizione di tutti: i teli finiscono in una 24 ore, simbolo degli affaristi senza scrupoli. Gli alberi “muoiono”, quindi i figuranti si rannicchiano a terra. A questo punto, gli attori varesini Giovanni Ardemagni, Jane Bowie, Anna Angelini e Valentina Moselli restano in piedi, urlando: «Il 12 e 13 giugno vota sì per l’acqua pubblica, contro il nucleare e perché la giustizia sia uguale per tutti».

«Andrò a votare al referendum sull’acqua». Fontana conferma intanto il sì al quesito referendario che significa no alla privatizzazione dell’acqua, in linea con la posizione più comune tra i leghisti. «Sono assolutamente convinto che anche l’erogazione debba rimanere nelle mani pubbliche», spiega, perché la privatizzazione «ha dato risposte pessime, vedi in Toscana»: la qualità del servizio è peggiorata e le bollette sono aumentate. «Non credo che i privati abbiano bacchette magiche. Oltre tutto sono necessari interventi di carattere “sociale” che il privato non è in grado di realizzare».

Non andrà però a votare gli altri due quesiti. Il legittimo impedimento e l’immunità parlamentare sono «valori sacrosanti e vanno salvaguardati», perché «un politico non deve essere limitato nella sua libertà da attacchi strumentali, indipendentemente da Berlusconi». Sul nucleare invece «non ci sono ancora le condizioni per ragionare sullo sfruttamento dell’atomo in totale sicurezza e a condizioni economiche vantaggiose».

e.marletta

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