Roma, 13 giu. (TMNews) – Obiettivo centrato, quorum raggiunto ai referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. A recarsi alle urne è stato circa il 57% degli aventi diritto, come risulta dal dato diffuso dal Viminale. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Berlusconi e del suo governo. Ma il dato, secondo gli esponenti del Pdl, non peserà affatto sulla tenuta dell’esecutivo. Dalla Lega però già arriva un avvertimento: siamo stufi di prendere sberle, dopo le amministrative oggi il referendum, ha dettato in una nota il ministro Roberto Calderoli, mentre il vertice del Carroccio è riunito con Bossi nel quartier generale di via Bellerio a Milano.
“Alle Amministrative due settimane fa – ha ricordato Calderoli – abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine. Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno , visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c’è il due senza il tre…”.
Brindisi ed esultanza, invece, tra i promotori del referendum alla notizia del raggiungimento del quorum. Dal palco di piazza Bocca della Verità a Roma i referendari hanno ribadito che si tratta “di una vittoria di tutti noi, del popolo italiano, non dei partiti”. Dalla piazza anche il grido “dimissioni, dimissioni” rivolto al premier Silvio Berlusconi.
Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, in prima fila nella promozione della consultazione popolare, ha acclamato come “straordinario” il risultato con un monito: ora nessun partito deve tentare di metterci sopra “il cappello”. Da parte del segretario del Pd Pierluigi Bersani la richiesta di dimissioni del governo perchè “la parola passi al Quirinale”, si verifichi l’esistenza di “uno spazio minimo per la riforma della legge elettorale” e poi si vada alle urne. Per i tre leader del Terzo polo “il sì ai referendum è un no grande come una casa a questo governo. E’ tempo che Berlusconi ne prenda atto”, hanno affermato Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli.
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