Roma, 30 mar. (Apcom) – La sintesi migliore della giornata la offre il neo eletto presidente del Veneto Luca Zaia (Lega), uno dei trionfatori nel voto delle regionali: “In Italia – commenta – nessuno mai perde le elezioni”. In effetti, nei commenti a caldo, gli esponenti dei vari partiti trovano tutti qualche buona ragione per cantare vittoria. Non parla Silvio Berlusconi, protagonista della campagna elettorale: certamente soddisfatto del risultato, evita commenti a caldo con lo spoglio ancora in corso.
Delle tredici regioni chiamate al voto, il centrodestra governava solo Veneto e Lombardia. Da domani ne governerà sei, avendo conquistato largamente la Calabria con Giuseppe Scopelliti (59,2% lo spoglio ancora parziale) e la Campania con Stefano Caldoro (53%) e di stretta misura il Piemonte, con Roberto Cota (Lega) al 47,9% e il Lazio con Renata Polverini (49,9% contro il 49,5% di Emma Bonino), ma lo spoglio è ancora in corso. Il centrosinistra, che governava 11 regioni, avrà ancora sette governatori contro sei, ma numericamente gli elettori delle regioni passate al centrodestra sono molto più numerosi. “Un anno fa però sembrava che saremmo stati confinati in due regioni”, dice Rosy Bindi (Pd).
E’ il leader Idv a rompere gli indugi a tarda sera: “Questa tornata – precisa Antonio Di Pietro – se l’aggiudica il centrodestra”. Nessuno comunque ha fatto ‘cappotto’. Il centrosinistra, oltre alla piccola ma fedele Basilicata e alle quattro regioni rosse della ‘repubblica degli Appennini’, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, tiene Puglia e Liguria, considerate incerte fino a ieri: risultato impensabile nove mesi fa, dopo il G8 in
Abruzzo. Pier Luigi Bersani, leader del Pd, non parla ma fa filtrare un commento ottimistico: “C’è un’inversione di tendenza”. Il Pdl resta il primo partito nazionale con il 26,6%, nonostante l’assenza della sua lista dal ricco bacino elettorale della provincia di Roma e nonostante la forte crescita della Lega, coronata dal bruciante sorpasso in Veneto: Carroccio oltre il 36% nelle proiezioni, contro il 24 del partito di Silvio Berlusconi.
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