Roma, 18 gen. (Apcom) – Sarà mercoledì, nell’ufficio di
presidenza del Pdl rinviato di una settimana, che Silvio
Berlusconi cercerà di chiudere il quadro delle candidature alle
regionali e definire una volta per tutte la strategia delle
alleanze con l’Udc. Il Premier vuole rafforzare il no alle
alleanze variabili, ed è pronto all’aut-aut: un conto è la
politica nazionale, quel doppio-fornismo che a Berlusconi non
piace, altro gli accordi locali, che pure dovrebbero chiudersi,
oltre che nel Lazio, anche in Calabria e Campania. O Casini
accetta questo, o meglio far saltare tutto. Linea su cui i
finiani sono decisamente più cauti, per l’importanza che il voto
centrista può avere per la vittoria di Polverini nel Lazio.
Da giorni Silvio Berlusconi, che rientrerà a Roma domani, ripete nei colloqui privati la tentazione di sganciarsi dall’Udc, convinto della capacità del Pdl di affermarsi anche da solo e attento agli umori della Lega, da tempo contraria al doppio forno centrista. Il premier ne ha parlato a colazione nei giorni scorsi anche con Gianfranco Fini, meno intransigente però nei confronti dell’Udc. Ma dopo l’intervista in cui ieri Pier Ferdinando Casini si dice pronto a far saltare l’accordo nel Lazio – “se il Pdl prende una decisione inaccettabile che taglia la testa al toro, cioè se ridiscute gli accordi su scala nazionale” – il pressing si fa più forte. Insomma il Pdl, dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, deve lasciare libertà alle proprie organizzazioni sul territorio di “realizzare alleanze anche con L’Udc” esplicitando però “in modo chiaro” la propria contrarietà alla politica dei due forni.
A questo punto, osserva un parlamentare vicino a Berlusconi, occorre fissare un limite all’autonomia dell’Udc, che dopo il Lazio dovrebbe allearsi col Pdl anche in Campania e Calabria (dove i centristi, finora vicini a Scopelliti, potrebbero virare sul centrosinistra se il candidato sarà l’Udc Domenico Occhiuto). Sotto questa “asticella” salta tutto,
perché “non possiamo mettere a repentaglio tutta la nostra storia per un ricatto”. Anche perché il nodo Udc anche in Puglia, dove è dato per scontato l’appoggio di Casini a Francesco Boccia se vincesse le primarie del centrosinistra con Niki Vendola. Ma se Berlusconi è pronto all’aut-aut, la rottura spaventa i finiani.
Mdr
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