Reguzzoni-Maroni, stretta di mano E la Lega firma la tregua armata

Reguzzoni-Maroni, stretta di mano E la Lega firma la tregua armata

VARESE Tante scintille per una pace armata. L’incontro organizzato dalla segreteria provinciale al De Filippi doveva sancire una nuova unità interna dopo il passaggio all’opposizione, ma pare esserci riuscito solo a metà. Nessuna aperta contestazione al capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, come i maroniani avevano annunciato. Alla fine si è preferito restare “sul chi va là”. L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni si è presentato come era stato annunciato il giorno precedente, pur senza invito ufficiale. All’entrata Maroni è stato festeggiato con lunghi applausi, una vera e propria standing ovation, e poi con un coro, scandito per due volte, «Bobo, Bobo». Accoglienza sicuramente più tiepida nei confronti di Reguzzoni, anche se non sono mancati gli applausi. E il “nemico” che doveva essere contestato è riuscito comunque a riservarsi la sua parte di gloria, soprattutto quando nel discorso ha illustrato le ragioni della Lega all’opposizione. «Se la maggioranza ha perso quasi 50 deputati – dice – è perché eravamo andati a toccare interessi che non potevano essere toccati. Non per niente, a partire da quello che si chiama Italo, sono stati eletti da Roma in giù». Reguzzoni ha poi confermato: «Il capogruppo resto

io». Tensione palpabile tra i militanti, soprattutto alla luce degli ultimi scontri in provincia, con il progetto di commissariamento della sezione di Luino, che apre ufficialmente l’epurazione da parte della segreteria di Maurilio Canton nei confronti della base maroniana. Ma le scintille non sono divampate in un incendio. Il segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti ha preso la parola per primo, richiamando all’unità: «Dobbiamo adesso operare per la nostra pacificazione interna, anche se pacificazione non è il termine giusto, perché non ci sono poi queste divisioni. Ma il congresso provinciale è stato sotto i riflettori dei giornali nazionali troppo a lungo, occorre dare un messaggio di unità».Maroni non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ha parlato solo dalla platea: «Abbiamo di fronte due grandi opportunità, la prima è innanzitutto unificare definitivamente il movimento. Basta con queste menate… La seconda è portare avanti la nostra battaglia perché la Padania, in un’Europa unita, sarà la regione più progredita e unita». Reguzzoni, invece, ha rilasciato qualche dichiarazione, dove ha confermato, apunto: «Rimango capogruppo». Sugli equilibri locali ha poi aggiunto: «L’alleanza con il Pdl nei Comuni e in Provincia non è in discussione».Marco Tavazzi

s.bartolini

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