Reguzzoni mette ancora il sale sulle “ferite” della Lega di Bobo

Reguzzoni mette ancora il sale
sulle “ferite” della Lega di Bobo

esce allo scoperto contro la nuova Lega delle poltrone e dei perdenti di . Nel mirino il nuovo “cerchio” attorno al segretario: «Vivono di politica. Vincono i congressi ma perdono le elezioni». Ma il segretario provinciale , che aveva già sollecitato l’espulsione di Reguzzoni al Consiglio nazionale, insinua il dubbio: «Sta facendo ancora il militante?».

L’ex capogruppo del Carroccio a Montecitorio, oggi «semplice militante» dopo aver rinunciato alla ricandidatura in Parlamento, lancia un altro siluro contro la Lega “maroniana”. In un’intervista a “L’Espresso” il delfino di non solo avverte sul fatto che il Senatur sia spacciato («Ci andrei cauto, capita a volte che i giochi si riaprano all’improvviso») ma soprattutto non usa mezzi termini sul nuovo corso del Carroccio.

«Sono diventati ceto politico, vivono ormai solo di politica, riciclano se stessi – sostiene Reguzzoni – io non ho mai avuto truppe mie, il mio commercialista non l’ho piazzato neanche in una bocciofila, non ho parenti nei Cda di banche e fondazioni come Giorgetti. Ma tutte le volte che mi sono presentato ho vinto. Loro la spuntano in un congresso di militanti. Poi però perdono le elezioni».

Nel mirino c’è soprattutto , il cui commercialista (fratello del più noto Massimo) è nel collegio sindacale di Telecom Italia e in altri organi di peso del mondo della finanza che conta. «Con lui capogruppo la Lega è al 2,6% e a rischio sopravvivenza, quando c’ero io eravamo al 12,6% e in salita» l’affondo di Reguzzoni.

E cosa dice? Da lui solo una reazione soft. «Chi fa attacchi personali sbaglia» afferma il governatore, negando di «aver mai chiesto» l’espulsione di Bossi. E ribadendo: «È importante rispettare lo Statuto del partito».

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