Regioni sul piede di guerra sulla Legge di stabilità appena varata dal governo. «La manovra è insostenibile per le Regioni a meno di non incidere sulla spesa sanitaria», attacca il presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino. Abbiamo trovato l’intesa sul Patto per la Salute e il Fondo sanitario: il Patto viene così meno. Il governo fa delle legittime e condivisibili manovre di politica economica ma usando risorse che sono di altri enti: l’elemento incrina un rapporto di lealtà istituzionale e di pari dignità».Immediata la replica via Twitter del premier. «Una manovra da 36 miliardi e le Regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anziché minacciare di alzare le tasse #no alibi». Aggiunge Renzi: «Incontreremo i presidenti di Regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese», dice ancora su Twitter Renzi.Subito la controreplica di Chiamparino: «Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono?». Da Milano Renzi insiste: «In questo momento c’e’ una grande discussione con le Regioni. Vorrei fosse chiaro il gioco cui giochiamo: nessuno cerchi prendere in giro gli italiani. È inaccettabile fare questo tipo di polemiche». «Le Regioni – aggiunge Chiamparino – chiedono un incontro urgente al governo.Non di meno gli altri governatori. «C’è un tema di affidabilità istituzionale che si pone: con questa misura vengono meno due patti e quindi, da parte del governo, non si è affidabili», attacca a sua volta il vicepresidente della conferenza delle Regioni e presidente della Campania, Stefano Caldoro. Che spiega: «È come fare spesa con i soldi degli altri». «Valutando il testo, sembra ci siano 4 miliardi di tagli alle Regioni, 2 dei quali sono i nuovi fondi alla sanità datici a luglio di quest’anno con un accordo tra governo e Regioni e che adesso sarebbero inopinatamente tagliati». Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sulla Legge
di stabilità. «Non è che il governo può prima fare un accordo – afferma Maroni – e poi togliere di mezzo questo accordo senza coinvolgere chi ha firmato». «Siamo chiamati a finanziare scelte politiche non nostre ma prese dal governo, legittime, ma non richieste dall’Unione europea», ha detto a sua volta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Semplice – ha detto – abbassare le tasse con i soldi degli altri.Netto anche il giudizio di Luca Zaia, presidente del Veneto: «Per le Regioni, quelle virtuose per prime, questa manovra passerà alla storia come la legge del massacro. Tagli insostenibili, che stiamo subendo sin dal 2011, ma che stavolta avranno pesantissime conseguenze, perché alla gente con una mano si dà ma con l’altra si toglie e le Regioni sono stremate». Critici anche governatori del Pd come Katiuscia Marini (Umbria) e Enrico Rossi (Toscana). «La Legge di stabilità creerà più lavoro», assicura il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, da Radio Anch’io. «Ci sono risorse per i redditi più bassi e per le partite Iva – ha aggiunto – con un’espansione dell’operazione di sostegno ai redditi avviata con gli 80 euro». Aggiunge Padoan: «Si volta pagina per provare a uscire dalla recessione». Plaude entusiasta il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «Nella manovra ci sono cose che ci aspettavamo da anni». «La Legge di stabilità – prevede il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta – è già stata bocciata dai mercati e presto sarà bocciata anche dall’Europa». La manovra «è una presa in giro di dimensioni planetarie. Ma stiamo commentando delle slides, dei fumetti», ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Infine i sindacati. Il leader della Fiom Maurizio Landini minaccia lo sciopero generale, mentre il segretario Cgil Susanna Camusso spiega che i provvedimenti non rispondono alla vera emergenza, la mancanza di lavoro. La leader Cisl Anna Maria Furlan cricica il blocco sul rinnovo del contratto degli statali mentre apprezza i provvedimenti sull’Iraq e gli 80 euro.













