Renzi rottama la “roccaforte” di Silvio e Bossi

Varese provincia rossa. Da storica culla della Lega e roccaforte berlusconiana, Varese si risveglia feudo del Pd di Renzi. Democratici quasi al 38% in provincia e sopra il 41 nel capoluogo.

Cose mai viste. I 114mila voti che il Pd di Bersani conquistò un anno fa alle politiche si sono moltiplicati esponenzialmente, fino a diventare più di 162mila alle europee di domenica. Che sono quasi il doppio degli 84mila che il Pd di Franceschini incassava in provincia di Varese nel 2009.

Il Partito Democratico a trazione renziana sfonda dappertutto, arrivando a triplicare la Lega (ferma al 14%) nella Varese del sindaco e del governatore lombardo .

In una tornata caratterizzata da un forte astensionismo – a Varese votano in 428mila (il 62,7% degli aventi diritto, dato trainato dal 73,3% di votanti negli 84 Comuni in cui si sceglievano anche i sindaci), 80mila in meno rispetto alle politiche e 35mila in meno delle europee del 2009 – il Pd divora consensi a destra, cannibalizzando Scelta Civica che passa da 56mila voti ad appena tremila, e a sinistra, visto che la lista Tsipras conferma solo undicimila dei 16mila voti che un anno fa andavano a Sel e Rivoluzione Civile.

In netta ritirata anche il Movimento Cinque Stelle, che perde per strada quasi un terzo degli oltre centomila consensi che aveva ottenuto un anno fa alle politiche, scendendo dal 20 al 16%.

Nel giro di cinque anni la geografia elettorale della provincia di Varese è diventata irriconoscibile.

L’epoca del monolite Lega-Pdl al 60% (26 più 34 alle ultime europee) fa parte del passato: oggi il centrodestra messo insieme supera di poco il 40%, confermando il tonfo delle ultime politiche, che era stato forse troppo frettolosamente dimenticato grazie al fattore-Maroni che aveva riportato la coalizione al 47% alle regionali.

In termini di voti assoluti la situazione dovrebbe ancor più preoccupare le segreterie, a due anni dal rinnovo amministrativo nelle grandi città. Il centrodestra alle politiche 2013 otteneva 203mila voti in provincia di Varese, tra Pdl, Lega, Fratelli d’Italia, La Destra, Mir, Udc e Allam. Quest’anno la sommatoria tra Fi, Lega, Ncd-Udc e Fdi-An arriva a 174mila voti: quasi 30mila varesini in meno hanno scelto uno dei partiti della coalizione che da vent’anni domina la scena sul nostro territorio.

La Lega Nord, che pure festeggia per la “rinascita” nazionale (oltre il 6%, quarto partito) del nuovo corso di , nella sua storica “culla” non solo deve abdicare ancora una volta come primo partito in assoluto e come primo partito nel centrodestra (dietro a Forza Italia di pochi decimi di punto), ma lascia per strada 10mila voti rispetto alle politiche.

Che diventano 50mila se si fa il raffronto con il 2009, quando il Carroccio più bossiano che mai veleggiava al 26,2%. Ma la Lega dimezza i consensi anche rispetto alle regionali dello scorso anno, quando tra l’Alberto da Giussano e la lista Maroni il totale faceva 139mila voti.

Eppure l’ondata renziana è stata in qualche modo contenuta, tanto che il governatore lombardo parla di «Lega vivissima» e plaude ad uno «straordinario» Salvini.

La de-varesinizzazione del movimento però procede con un nuovo tassello: con la bocciatura del candidato di casa nostra , sesto nella corsa alle preferenze, perdiamo il seggio europeo che per quattro legislature era stato di .

Sorride la nuova Forza Italia a trazione Agorà: pur non schiodandosi dai deludenti risultati di un anno fa, a Varese può festeggiare la limpida riconferma di a Bruxelles, premiata con oltre 9.600 preferenze in provincia (83mila nella circoscrizione) al termine di una campagna elettorale al veleno.

Chi si lecca le ferite è il Nuovo Centrodestra, che nonostante il buon exploit a Varese città (6,1%) si ferma al 4% in provincia, appena seimila voti sopra Fratelli d’Italia, che invece dal canto suo quasi raddoppia i consensi delle politiche.

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