Reprimere con tutte le forze a disposizione chi abusa della buon cuore delle persone

Il commento

Quello dei questuanti non è un argomento facile da trattare. Perché la cosa più difficile è riuscire a fare la distinzione tra chi si ritrova, spinto dalla necessità e dalla disperazione, a chiedere l’elemosina, e chi invece fa parte di un vero e proprio sistema truffaldino per “estorcere” denaro facendo leva sul principio della carità, che fa pienamente parte della nostra cultura. Aiutare i bisognosi è un precetto cristiano, e di conseguenza permea la nostra civiltà da secoli. Giocare su questo, da parte di chi non ne ha effettivamente bisogno, ma fa parte appunto di quel sistema di business, è qualcosa di veramente squallido. E rappresenta uno di quei fenomeni legati non tanto alla sicurezza come incolumità fisica, quanto al degrado sociale e alla diffondersi della criminalità che, in molti casi, sta dietro a questo giro. Ora, l’amministrazione comunale e la polizia locale si stanno impegnando da

tempo, e gli sforzi vanno avanti da anni, per cercare di reprimere questo fenomeno. Per i veri bisognosi occorrerebbe potenziare, per quanto possibile i servizi sociali. Che, purtroppo, come sappiamo, non hanno mai i fondi necessari per rispondere a tutte le richieste necessarie. Ma anche in questo caso è difficile dare una risposta, perché spesso ci si trova di fronte a casi difficili, che non possono rientrare in una statistica. Ognuno di loro rappresenta un caso a sé, una storia unica e non inquadrabile. Mentre sui casi di accattonaggio molesto, che rientrano nelle vere e proprie truffe, la linea dev’essere chiara: reprimere il fenomeno con tutte le forze a disposizione. L’aumento di questuanti nelle nostre strade è davanti agli occhi di tutti. Ma se anche il fenomeno non avesse raggiunto i livelli degli ultimi mesi, rappresenterebbe in ogni caso un’emergenza cui una società civile deve dare una risposta.