Riapre a poche ore dal rogo «Questo locale è tutta la mia vita»

Riapre a poche ore dal rogo
«Questo locale è  tutta la mia vita»

«Siamo aperti: se venite questa sera troverete gente che balla, cena e si diverte».

, titolare del club privato Desperado latino lo aveva detto poche ore dopo il rogo, doloso, che alle 5 dell’altro ieri mattina aveva danneggiato in modo pesante il locale di viale Belforte: «Non mi faccio intimorire. Riaprirò appena possibile».

In due giorni, aiutato da molti dei 72 soci del club, Taveras ha davvero riaperto: ieri pomeriggio una schiera di volontari imbiancava, altri pulivano per terra: «Abbiamo già ricomprato i divanetti che ci hanno incendiato – spiega il titolare – Con questo club non ci guadagna nessuno. Non c’è scopo di lucro: io sono un imprenditore e faccio il giardiniere in proprio. Questo posto è la mia vita perché mi permettere la cultura della mia terra d’origine. Santo Domingo».

Taveras è a Varese da sette anni: «Bellissima città – spiega – Se hai voglia di lavorare il lavoro non ti viene negato. Come giardiniere io opero tra Varese e Como: persone per bene, gente tranquilla. Posti sicuri». Parole strane dette da un uomo al quale hanno appena incendiato il club: «Non credo proprio che gli autori del gesto siano varesini – sottolinea – E in ogni caso non mi interessa».

«Era importante dare un segnale forte a questa gente: aprire subito è la miglior risposta – prosegue – Nessuna paura, nessun timore. Abbiamo fatto tutte le denunce: chi ci ha fatto questo pagherà davanti alla giustizia».

E si torna al club: «L’idea mi è venuta perché tanti dominicani emigrano e molti vivono in questa zona – spiega Taveras – Per chi è partito da casa questo posto è un angolo dove rifugiarsi. Dove tornare. Per i bambini che nascono in Italia vuole invece essere un mezzo per conoscere la terra d’origine: se perdi le tue radici perdi te stesso». Il club, lo dice la parola, non è aperto a tutti: «Tutti i latini sono soci – spiega ancora il titolare a questo proposito– C’è una minima quota di iscrizione e qui non si entra senza tessera».

«L’iscrizione è aperta a tutti: ci sono italiani che frequentano il club per imparare a ballare la salsa, la bachata, i nostri ritmi. E si assaggiano i nostri piatti: il platano o il banano, tuberi buonissimi. Per questo che ci abbiano danneggiato è ancora più brutto. Ma nessuna disperazione: siamo già ripartiti. E motivati a diventare sempre di più».

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