Ricatta l’amico per un meseEstorsore in manette a Gallarate

Gallarate «O mi dai tremila euro, o ti rovino». Un ricatto vero e proprio. Con la minaccia di rivelare chissà quali vicende di cuore, vere o presunte che fossero. Con fare da bullo, da un mese aveva preso a perseguitare un conoscente. Ma gli è andata male. La sua vittima, invece di cedere alle richieste, ha deciso di affidarsi ai carabinieri di Gallarate. E non è rimasta delusa: perché adesso il suo aguzzino si trova in carcere, a meditare e a piangere sulle proprie malefatte.

Il "buono" della storia è un artigiano trentenne residente in città. Il "cattivo" è invece un 26enne, anche lui gallaratese, che di mestiere fa l’operaio: già in passato aveva collezionato piccoli precedenti di polizia.
I due si conoscono da tempo. Hanno avuto anche modo di lavorare insieme. A un certo punto, più o meno un mese fa, la loro labile amicizia si rompe. Il 26enne accusa il 30enne di avergli fatto un torto: roba di donne, tanto per capirsi. Non si sa se l’accusa poggi su basi concrete oppure se sia stato solo un pretesto per tentare di spillare dei soldi. Ma questo poco importa. Quello che conta è che l’operaio comincia a tampinare con insistenza l’artigiano, chiedendogli quattrini. Altrimenti? «Altrimenti te la faccio pagare». Come? Raccontando in giro la storiella.

Il trentenne tiene duro per un mese. Forse perché pensa di non avere nulla da temere. Però, Basilio insegna, la «calunnia è un venticello». E anche la bugia più inverosimile, se sussurrata alle orecchie giuste o se ripetuta un numero sufficiente di volte, indossa la falsa veste della verità. Così l’artigiano si rivolge ai carabinieri. Che organizzano la trappola. La vittima si accorda con il suo persecutore: domenica deve consegnargli tremila euro

al McDonald’s di viale Milano. L’altroieri, nell’ora e nel luogo convenuto, la busta con le banconote passa di mano. I carabinieri, in borghese, non aspettano altro e bloccano l’estorsore: lui prima cerca di negare, ma le prove a suo carico sono schiaccianti; poi perde la sua aria da duro e si mette a piangere come un bambino. Troppo tardi per i rimorsi. I militari lo portano nel carcere di Busto Arsizio. Missione compiuta.

f.artina

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