VARESE Ha 32 anni e prevenire il cancro quest’anno le costerà circa 500 euro solo di ticket. Il doppio rispetto al 2011.
Questo il caso che ci segnala una nostra lettrice, Alessandra Granzotto, cui qualche anno fa è stata diagnosticata una pericolosa mutazione genetica: si tratta del Brca2.
«In pratica significa che ho il 60% di possibilità di contrarre un tumore al seno, e anche le ovaie sono a rischio» racconta. Una rarità, per fortuna, emersa grazie a degli esami specifici consigliati dall’oncologa che ha seguito la madre di Alessandra e suggeriti da una forte casistica di tumori femminili nella sua famiglia, che da soli rendono necessari dei controlli annuali.
In presenza di questa anomalia genetica, però, i medici richiedono due controlli completi ogni sei mesi. Quindi due volte all’anno Alessandra deve sottoporsi a ecografie, risonanza magnetica ed esami del sangue specifici che escludendo determinati marker tumorali e poi presentarsi con questi referti nuovamente in ospedale per due visite specialistiche, quella ginecologica e quella senologica.
«Ho appena rifatto tutta la trafila alla senologia dell’ospedale di Circolo, dove sono seguita benissimo da medici e infermieri, ma ho speso quasi 200 euro di ticket – denuncia – il doppio di quello che pagavo l’anno scorso». Un aumento del 100% dovuto ai rincari decisi da governo nazionale e Regione Lombardia quest’estate e che brucia particolarmente sul reddito della famiglia di Alessandra, che ha appena avuto un bimbo ma allo stesso tempo ha anche dovuto lasciare il lavoro.
«Chi subisce questa diagnosi è praticamente costretto a vivere costantemente sul chi va là, incrociando le dita a ogni visita nella speranza vada ancora tutto bene», spiega la ragazza. «Eppure spendere 200 euro in un colpo solo mi è costato, al punto che per un attimo mi sono chiesta se non fosse il caso di evitare il secondo controllo tra sei mesi».
Ma in gioco c’è la vita stessa: «Io non pretendo di avere un’esenzione totale, peraltro riconosciuta anche a chi è stato diagnosticato un tumore benigno, ma non mi sembra neppure giusto dover pagare il doppio per degli esami clinici che devo assolutamente fare». Alessandra chiede che alle persone esposte a un così alto rischio di contrarre il tumore al seno, con una diagnosi di mutazione del Brca2 come la sua, ci sia meno accanimento economico, un po’ più di comprensione e magari una piccola agevolazione sul costo dei ticket.
Pretende invece un’esenzione completa Adele Patrini, presidente dell’associazione Caos che da anni finanzia una borsa di studio all’ospedale di Circolo per una genetista impegnata proprio sulla ricerca di mutazione genetica dei geni Brca1 e Brca2.
«La diagnosi genetica è fondamentale e permette una serie di cure preventive chirurgiche e farmacologiche che però hanno dei ticket troppo elevati che vanno eliminati per renderle accessibili a tutte e quindi realmente efficaci», spiega Petrini che con la sua associazione è tra i promotori di un tavolo tecnico con le associazioni nazionali di genetisti e oncologi in programma per il mese di marzo con l’obbiettivo di promuovere questa esenzione.
Lidia Romeo
s.bartolini
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