Varese E’ la domanda del momento: la Varese della stagione 2009/2010 continuerà a chiamarsi Cimberio? Domanda mica da poco, perché senza il supporto – e che supporto – dell’azienda novarese, non si va da nessuna parte. Un giorno tutto sembra ormai fatto e il contratto praticamente firmato, il giorno dopo pare invece che ci sia ancora da penare: dove sta la verità? Tanto vale chiederlo ai diretti interessati.Roberto Cimberio: come stanno le cose?Lunedì abbiamo ricevuto la proposta di contratto da parte della società. La valuteremo nei prossimi giorni e valuteremo il da farsi.Esiste davvero la possibilità che il sodalizio si rompa?No, onestamente non credo. Si tratta di definire soltanto qualche dettaglio, roba minima, prima di firmare l’accordo e continuare assieme l’avventura. Però aspettiamo ancora qualche giorno.Perché?La squadra è fatta per tre quarti: attendo gli ultimi annunci, che saranno fondamentali. Mi riferisco alle firme di Thomas e Galanda, e al rinnovo del prestito di Martinoni.Pare che gli accordi siano ormai già stati raggiunti.Lo so, ma aspettiamo che diventino certezze.All’indomani della vittoria su Veroli, e dopo le parole del presidente che minacciò di costruire una squadra di soli ragazzini, lei esternò tutti i suoi dubbi: «Restiamo – disse – ma solo con un progetto ambizioso». Oggi sono cambiate le cose?Decisamente, e in meglio. La società si è mossa e si è mossa pure bene, dimostrando la scelta di voler continuare con il progetto dello scorso anno. Così, ci stiamo anche noi.Come le pare la squadra
che sta nascendo?Due anni fa ho imparato a non fare proclami e a non giudicare senza aver prima visto. Mi limito quindi a dire che il gruppo mi pare interessante, e soprattutto molto esperto: se il fiato e le gambe dei nostri giocatori chiave supporteranno la loro esperienza, non avremo problemi.Gli ottimisti dicono “esperienza”, i maligni leggono “vecchiaia”. Dove sta la verità?Lo vedremo, ma io credo che si possa stare tranquilli perché il gruppo dello scorso anno è stato grosso modo confermato. E l’anno scorso abbiamo vinto proprio grazie al gruppo, e grazie al fatto che non ci fossero stelline e prime donne. La chiave, però, sarà un’altra.Quale?Con un quintetto così esperto, sarà la panchina a fare la differenza. Sono poche le società che navigano nell’oro, quasi tutte hanno dovuto fare i conti con i limiti di un bilancio risicato: saranno i giovani e le scommesse ad essere determinanti. E noi a Varese siamo messi bene, da questo punto di vista.Ma lo sa che parla come lo sponsor della squadra del prossimo anno?Già, è vero: forza dell’abitudine. Del resto, sia i tifosi che la società che i giornali in queste settimane hanno continuato a chiamare la squadra con il nostro nome, nonostante non ci fosse nessun accordo. Segno che la cosa è diventata automatica, e di questo sono molto felice.Sempre «Forza Cimberio», quindi?Sempre. E poi, il prossimo sarà il nostro terzo anno: e il terzo anno di solito è quello della perfezione.Francesco Caielli
f.artina
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