È rientrato in Italia Leonardo Bove, il ragazzo milanese di 16 anni rimasto ferito nel rogo di Crans-Montana e ricoverato nei giorni scorsi in un ospedale di Zurigo. In serata il giovane è stato trasferito e ora si trova all’ospedale Niguarda di Milano, dove sono già ricoverati anche gli altri tre amici coinvolti nell’incendio.
A darne notizia è stato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha spiegato come il trasferimento sia stato possibile grazie al via libera dei medici svizzeri e a una finestra meteo favorevole:
«Abbiamo avuto l’ok al trasferimento del ragazzo ferito e le condizioni meteo ci hanno consentito il viaggio». L’elicottero di AREU, decollato dalla base di Bergamo con l’équipe sanitaria a bordo, ha raggiunto Zurigo per riportare il giovane a Milano. Alcuni ritardi, dovuti proprio al maltempo, sono stati superati nel corso della giornata.
La vacanza di Capodanno e l’incendio
Leonardo Bove vive a Milano ed era in Svizzera per festeggiare il Capodanno insieme a tre compagni di scuola: Kean Talingdan, Sofia Donadio e Francesca Nota. I ragazzi si trovavano nella casa di quest’ultima e avevano deciso di trascorrere la notte di San Silvestro al locale Constellation, dove poco dopo è scoppiato l’incendio.
Tutti e quattro i giovani sono sopravvissuti e, dopo le prime cure in Svizzera, sono stati trasferiti al Niguarda. Con il rientro di Leonardo, ora l’intero gruppo è seguito nello stesso ospedale milanese.
Le indagini e le autopsie sulle vittime
Nel frattempo proseguono le indagini sull’accaduto, coordinate sia dalla Procura svizzera sia da quella italiana. La Procura di Roma ha disposto l’esecuzione delle autopsie sui corpi delle sei vittime italiane del rogo. Il via libera agli esami è arrivato dopo i funerali.
La Procura di Bologna, delegata da quella di Roma, ha ordinato la riesumazione della salma di Giovanni Tamburi. Sono state inoltre sequestrate le salme di Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini. Gli accertamenti medico-legali serviranno a chiarire con precisione le cause dei decessi, in particolare nel caso di Emanuele Galeppini, sul cui corpo non sarebbero state riscontrate ustioni evidenti.













