VARESE Dall’assistenza domiciliare ai malati terminali messa in campo da Varese con Te, all’impegno nello sport per disabili di Polha, per passare con Fondazione Ascoli al progetto di una rete onco-pediatrica che coinvolge Varese, ma anche all’ambulatorio della memoria di Aima Varese Alzheimer e agli studi sui tumori per Caos: sono solo alcuni esempi di come il 5 mille, in questi anni, ha contribuito a dare gambe e forza al volontariato targato Varese. Sulle molte realtà del Varesotto che, in questi anni hanno imparato a contare anche su questa risorsa, la notizia del taglio del 75% delle risorse previsto dalla manovra in discussione in questi giorni, è una vera e propria doccia gelata. Non inattesa, dal momento che ogni anno il provvedimento appare appeso al filo della approvazione della manovra, ma sicuramente poco piacevole.Stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate il 5 per mille nel 2008 ha interessato 178 delle 351 organizzazioni di volontariato targate Varese iscritte ai registri e, grazie alla scelta fatta dai contribuenti varesini, nelle casse delle associazioni sono arrivati parecchie centinai di migliaia di euro. Se nella prima edizione (quella del 2006) sul piatto ci furono 677mila euro, la cifra negli anni successivi è piu che triplicata, grazie al tam tam tra i contribuenti. Superando i due milioni di euro.«Devo prendere atto che questa notizia è come una botta in testa»: così commenta sconsolato il professor Italo Belli, presidente di Varese con Te, associazione che da venti anni si occupa sul territorio di assistenza ai malati terminali (626 donatori che hanno firmato per il 5 mille per 38mila euro nel 2008). «Per andare avanti nell’assistenza – dice Belli – le spese sono tante: a cominciare dal materiale come i materassi antidecubito per continuare con la formazione dei volontari». E avanti si deve andare visto il crescente numero di richieste che arrivano al sodalizio. «Ci è chiesto sempre di più e ci è dato
sempre meno». Sono le parole di Daniela Colonna Preti della Polha, polisportiva che segue svariate discipline sportive per disabili (8.700 euro dal 5 per mille 2008). «Il 5 per mille ci è servito per pagare una parte del pulmino che adesso gira per le strade – racconta – per il nostro bilancio, avendo appena inaugurato la nuova sede, si tratta di una cifra comunque utile e la sua assenza sarà un buco in più». Il presidente di Fondazione Ascoli, getta acqua sul fuoco. «Mi auguro che alla fine – dice – il taglio non ci sia». Per Fondazione Ascoli (179 firme di contribuenti per circa 17mila euro nel 2008) questo “tesoretto” ha contribuito a integrare i fondi per il progetto regionale della rete onco-pediatrica che mette in collegamento centri di eccellenza come Milano, Monza e Pavia con il day hospital varesino attraverso un sistema di video conferenza e lo scambio di medici. «Facciamo affidamento su queste risorse – conclude l’avvocato Marco Ascoli – e ci auguriamo di poterlo fare ancora in futuro dal momento che l’apporto del volontariato in ambito socio sanitario è ormai importantissimo». Una conferma di questa importanza arriva da Caos (Centro ascolto operate al seno: oltre 100 firme di contribuenti per quasi 6mila euro nel 2008). «Abbiamo sempre partecipato al 5 per mille – dice la presidente Adele Patrini – perché è un ottimo strumento di sussidiarietà tra lo Stato e il non profit. Con queste risorse sono state finanziate importanti ricerche in campo medico fatte sul territorio». Ma la scure dei tagli potrebbe prosciugare le risorse per il futuro. «Anche per noi – dice Rosalba Campagnani, tesoriere di Aima Varese Alzheimer –il 5 per mille fino ad ora liquidato ha rappresentato una boccata di ossigeno per tante attività a partire dall’ambulatorio della memoria attivo alla Fondazione Molina. E purtroppo le richieste di aiuto che arrivano sono sempre di più». Paola Provenzano
s.bartolini
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