VARESE Le ronde piacciono, ma andiamoci cauti. Sembra questa la parola d’ordine dei politici di Varese, soprattutto di classe leghista, che dopo avere invocato l’istituzione degli osservatori volontari, come previsto dal decreto Maroni, oggi, nella città giardino, tendono a ritardarne l’entrare in attività. Non che ci sia stato un ripensamento, anzi. Ma, stando a quello che dicono, non c’è nessuna fretta. Di fatto, le squadre di volontari che presidieranno le zone calde della città non scenderanno in piazza prima di Natale, stando ad una stima degli stessi amministratori. Al contrario di altre realtà della provincia, come ad esempio Besozzo, dove proprio ieri il sindaco leghista Fabio Rizzi ha ufficializzato l’inizio delle ronde. I volontari del Capoluogo sarebbero già pronti, visto che, come tutti gli altri, hanno finito l’addestramento circa 3 settimane fa. Ma ad oggi da parte del Comune non è ancora arrivata nessuna direttiva. «Siamo in attesa di essere convocati – spiega il responsabile degli Angeli Urbani Walter Piazza, uno dei gruppi che ha partecipato alla formazione delle ronde – ma non penso che si tratti di un passo indietro. Ritengo infatti che il Comune stia predisponendo tutte le pratiche burocratiche per istituire una presenza nuova come la nostra. Nel frattempo, noi stiamo continuando ad allenarci, ripassando le materie che abbiamo affrontato durante i corsi predisposti dalla Provincia. Infatti, in questo tempo possiamo migliorare la nostra formazione, per poi affrontare i problemi di quando saremo in strada».Gli Angeli Urbani, che sono uno dei gruppi più numerosi, ha partecipato ai corsi organizzati a Villa Recalcati con 18 volontari. Ma di ripasso ne faranno molto, a quanto sembra, perché l’amministrazione, tra una crisi politica dietro l’altra ed i consueti
problemi amministrativi, tenendo conto che siamo alla fine del mandato, non ha speso molto tempo alla partenza delle ronde. Del resto, i volontari, per il momento, rispondono direttamente al sindaco, il quale dovrà scegliere a chi affidare il compito di seguirli direttamente. Non certo all’assessore alla sicurezza Fabio D’Aula (Pdl), il quale, oltre ad avere parzialmente criticato la nascita delle ronde, non ha seguito il progetto. «Non so quando entreranno in funzione – dice – è una questione che non ho seguito». A coordinarle sarà la Polizia Locale, che per il momento non ha avuto nessuna direttiva. «Al momento non abbiamo ancora avuto nessuna disposizione – spiega il comandante Gianni Degaudenz – so che rientrerà tra i nostri compiti indicare agli osservatori quali luoghi presidiare, ma ci muoveremo solo dopo che il sindaco ci affiderà il compito». Insomma, tutto tace a Palazzo Estense. E del resto, ci sono altre priorità. Lo sottolinea il capogruppo lumbard Sergio Ghiringhelli. «Noi non abbiamo mai voluto scherzare – dice Ghiringhelli – è per questo che l’entrata in funzione delle ronde va affrontata in modo serio, senza fretta e senza correre. Abbiamo aspettato per mesi, prima che arrivasse l’autorizzazione della Prefettura e poi che venissero allestiti i corsi dalla Provincia di Varese. Non ci siamo lamentati, perché sappiamo che le cose, per essere fatte con criterio, necessitano della giusta pazienza. Adesso, per attivare il servizio, bisogna studiarlo bene, capire quali zone di città vanno presidiate e soprattutto verificare che il personale sia pronto e non ci siano esaltati. Ritardare di un mese, per lavorare bene, è meglio che correre e poi commettere qualche errore. La Lega si contraddistingue per muoversi con prudenza». Marco Tavazzi
s.bartolini
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