VARESE La conferenza stampa di Antonio Rosati ed Enzo Montemurro inizia con una battuta del presidente: «In nottata ci ha contattati il Barcellona, ma abbiamo rifiutato». Il riferimento è alle partenze di Sannino e Sogliano e le voci di tanti giocatori sul piede di partenza.Poi Rosati si fa più serio: «A me piace molto accostare episodi della mia vita alle situazioni che via via mi trovo ad affrontare. Nelle ultime ore ho pensato che io e mio fratello, da bambini, siamo purtroppo cresciuti con una baby sitter perché i nostri genitori erano sempre fuori casa per lavoro. La stessa situazione si sta replicando con i miei figli, che stanno più con la loro tata che con me e mia moglie. Poi succede che un bel giorno la baby sitter se ne va e ne arriva un’altra: è una cosa normale, ma ai bambini sembra sia la fine del mondo e non sanno come faranno ad andare avanti perché viene a mancare il loro punto di riferimento. Poi nel giro di qualche giorno si accorgono che la vita continua, che il frigorifero è comunque pieno e ci sarà qualcuno che li accompagna a scuola e si occupa di loro. E soprattutto si accorgono che ci sono sempre le figure più importanti, che sono i genitori. Poi arriva una nuova tata, e tutto riprende». Ecco l’analogia con questo momento al Varese: «Noi in questi tre anni abbiamo trovato una persona eccezionale come Sogliano, e subito dopo è arrivata un’altra persona meravigliosa come mister Sannino. Insieme abbiamo fatto un percorso che ci ha portato tante gioie, fino a festeggiare un centenario con la promozione in serie B. Purtroppo è sfumato il sogno della promozione in serie A, ma il nostro campionato è stato comunque splendido: e sono contento che questo nostro campionato grandioso sia stato il trampolino per due amici come Sogliano e Sannino. Ora noi abbiamo bisogno di qualche giorno per organizzarci, ma io credo che una società debba essere autonoma e pronta a sopportare qualsiasi scrollone. Noi siamo qui: con il lavoro che sta facendo Enzo Montemurro credo che
nel giro di una decina di giorni saremo in grado di presentare il nuovo staff tecnico al completo». Quindi, si riparte: «Ripartiamo da quelli che siamo: siamo sereni di poter fare un buon campionato di serie B, ritengo di poter dare a tutti i nostri tifosi e ai nostri amici la garanzia che lavoreremo al meglio. Ripartiamo, ricostruiamo: abbiamo perso qualche pezzo importante, ma siamo molto tranquilli. Ora, a testa bassa lavoreremo per il meglio del Varese». L’amministratore delegato Enzo Montemurro replica: «All’ambiente chiedo due cose: rispetto e fiducia. Cose che in questi anni, verso le nostre figure societarie sono un po’ mancate: i riflettori sono sempre stati puntati, e giustamente, su Sogliano e Sannino. Ma nessuno dimentichi che se loro hanno potuto lavorare bene è stato anche perché noi gli abbiamo dato la possibilità di operare nel migliore dei modi e con la giusta tranquillità. Sarà così anche per i nuovi che arriveranno dopo di loro. In tanti sono preoccupati per quello che succederà ora. Io mi sento di dire che il Varese è il Varese: passano i giocatori, gli allenatori e i dirigenti, ma la maglia è sempre quella biancorossa». Fiducia per la società, ma non solo: «Chi arriverà non avrà un compito facile: non sarà semplice sostituire due persone che hanno fatto benissimo e sono amatissimi dalla città come Sannino e Sogliano. Il nuovo allenatore e il nuovo direttore avranno bisogno dell’aiuto e della fiducia di tutti, perché si gasino e riescano a fare bene». Montemurro poi chiude con un augurio: «Io metterei la firma per trovarmi qui, il prossimo anno, in questa situazione: a dover gestire gli addii di allenatore e direttore, lanciati verso grandi traguardi. Perché vorrebbe dire che abbiamo fatto un grandissimo campionato, ancora una volta». Capitolo nomi, è ancora presto: «Montemurro – ha detto il presidente – sta valutando una serie di persone: settimana prossima credo che presenteremo tutto lo staff tecnico al completo». Di nuovo Montemurro: «Non faccio nomi: voglio un allenatore giovane che abbia voglia di lanciarsi e che metta nel suo lavoro tutta la grinta del mondo».Francesco Caielli
e.romano
© riproduzione riservata













