Quello che nessuno si aspettava e a cui nessuno sembrava credere, si è trasformato in realtà ieri pomeriggio, quando il presidente del Genoa Enrico Preziosi ha annunciato l’arrivo al club rossoblù di Antonio Rosati, presentato come nuovo presidente esecutivo.
Dopo cinque anni, si chiude un ciclo al Varese perché Rosati, che per ora non ha preso quote del Genoa, lascia la società con cui ha iniziato la sua avventura nel mondo del calcio. L’ormai ex patron ha annunciato una conferenza stampa per le 11 di venerdì mattina, che potrebbe andare in scena al Palace Hotel e che chiarirà il nuovo assetto del Varese. L’obiettivo, come si legge sul sito internet ufficiale, è «di mantenere anche in futuro la competitività del club e della squadra, sempre con il massimo rispetto nei confronti dei tifosi e della centenaria passione biancorossa».
Quali sono le novità? Rosati non si sbilancia ma fa capire di non voler lasciare solo il Varese: «La mia decisione di sbarcare a Genova è un valore aggiunto perché tenterò di fare il bene di tutti e due i club». Come? «Il Genoa – risponde Rosati – è una grande realtà di serie A mentre il Varese ha dimostrato di essere un ottimo incubatuore per il lancio e la valorizzazione dei giocatori. Sarei stupido se non facessi interagire i due meccanismi».
Rosati ha in mente le parole d’ordine: «Rafforzare e non disperdere è il mio programma che intende fare il bene di tutti. Se io decidessi di prestare un giovane talento del Genoa al Varese, il vantaggio sarebbe di entrambi perché gli permetterei di farsi le ossa in serie B e di maturare, rafforzando nel tempo stesso la squadra biancorossa». Il Varese diventerebbe così un satellite del Genoa? «Sì – assicura Rosati – e non è un male perché non toglierò nessuno dal Varese e, anzi, porterei qualcuno in biancorosso. Gestirò il Genoa pensando al mio pezzo di cuore che resta sotto il Sacro Monte e che è una costola di me. Capite che non ho nessuna intenzione di spezzarla e semmai intendo rafforzarla facendo, al tempo stesso, gli interessi della mia nuova società».
Essere un satellite del Genoa, secondo Rosati, non impedirebbe di puntare in alto: «Mai porre limite alle cavalcate. L’obiettivo del Varese deve rimanere quello di sempre: salvarsi nel più breve tempo possibile per poi tentare di sognare. Farlo sarà forse ancora più facile se avrà anche dei giocatori nuovi di prospettiva, in arrivo dal Genoa. Ripeto che ci tengo a fare il bene del Varese».
A questo punto, la domanda più pressante è chi prenderà le quote di maggioranza lasciate da Rosati? L’ex patron non risponde rimandando gli annunci alla conferenza stampa di venerdì 7 giugno e rinnovando la fiducia agli attuali collaboratori: «Montemurro e Milanese rimangono i punti di riferimento: saranno loro a capire quale nome scegliere per la panchina biancorossa. Se vogliono un consiglio io non mi tiro indietro e, in ogni caso, mi vedrete spesso a Varese. La mia non è una promessa ma una certezza: di me non vi libererete tanto facilmente».
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