ROMA «Renato Vallanzasca? Oggi è un uomo diverso dal pazzo assassino di un tempo. E se esiste la certezza della pena, lui ne è l’esempio: i suoi complici sono usciti di prigione molti anni fa, lui a 60 anni sta ancora dentro». Lo dice Kim Rossi Stuart in un’intervista, sul numero di «Panorama» in edicola da venerdì 7 gennaio, che non mancherà di suscitare polemiche, viste anche le analogie con alcuni temi del caso Battisti (come il feeling tra mondo artistico e personaggi della cronaca nera).Da molti considerato uno dei migliori attori della scena italiana, in «Vallanzasca – Gli angeli del male», film diretto da Michele Placido che esordirà nelle sale il prossimo 21 gennaio, Rossi Stuart interpreta proprio il famoso
bandito che insanguinò gli anni Settanta e che lasciò sull’asfalto diversi membri delle forze dell’ordine. Prima del ciak, per entrare meglio nella parte, l’attore ha incontrato Vallanzasca «quattro o cinque volte, mai in carcere, sempre in momenti di permesso» arrivando a instaurare con lui una speciale «sintonia» e scoprendone il lato umano. Secondo Rossi Stuart ,”Renatino” oggi è «un simpatico sessantenne sempre pronto alla battuta, socievole e bravissimo a instaurare un rapporto e una sintonia con tutti».L’ex bandito, che ha sulle spalle 40 anni di carcere, «ha una capacità di autoanalisi che non mi aspettavo – continua l’attore – e, se con il Vallanzasca di un tempo non credo sarei entrato in buoni rapporti, con quello di oggi c’è questa possibilità».
a.cavalcanti
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