Roma, 23 set. (Apcom) – Una piccola iniziativa per il Parlamento,
un grosso problema per il Pd: almeno potenzialmente, questo
potrebbe rappresentare la decisione della commissione Sanità del
Senato di dare il via a un’indagine conoscitiva sulla pillola
abortiva Ru 486. I relatori indicati dal presidente (Pdl) della
commissione Antonio Tomassini sono i due capigruppo in
commissione del Pdl e del Pd, Raffaele Calabrò e Dorina Bianchi.
Ma proprio il sì della teodem Dorina Bianchi a un’idea nata in
casa Pdl suscita, come al tempo del dibattito sul testamento
biologico, le polemiche dei suoi compagni di partito.
Tomassini ha garantito “sobrietà e scientificità” dell’indagine,
che dovrebbe prendere il via già giovedì prossimo con le prime
audizioni, ma Donatella Poretti, radicale eletta nelle liste Pd,
dubita sui fini politici dell’iniziativa. “Di sobrio – accusa –
questa indagine non avrà nulla – perché l’ha chiesta Gasparri con
l’obiettivo dichiarato di cambiare la legge 194 sull’interruzione
volontaria di gravidanza. E quanto alla scientificità, il dossier
scientifico l’ha fatto l’Aifa, qui si farà quello politico, che
conterrà le raccomandazioni per cambiare la legge”.
La capogruppo del Pd a palazzo Madama, Anna Finocchiaro, accusa: è “pretestuoso e poco serio che il Governo abbia bisogno di un’indagine parlamentare per emanare le sue linee guida quando, invece, sa cosa fare”. “Sono particolarmente soddisfatto – replica il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri – del parere favorevole
raggiunto all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato”. E a Finocchiaro dice: chiarisca “con i suoi senatori” prima di parlare. Anche Calabrò ironizza sui problemi interni all’opposizione: “Mi sembra evidente che le parole della senatrice Finocchiaro, che ha definito l’indagine pretestuosa, rivelano che nel Pd c’è quanto meno un difetto di comunicazione”.
E che nel Pd questo tema sia delicatissimo lo dimostrano le
reazioni degli altri senatori democratici, componenti della
commissione, già divisi sulla decisione di avviare l’indagine e
sul comportamento della capogruppo Bianchi: Lionello Cosentino
ammonisce i colleghi a “non sostituirsi ai medici e agli
scienziati”, mentre Ignazio Marino, candidato alla segreteria del
Pd e paladino del tema della laicità, fa notare che “questa
situazione non si sarebbe determinata se la capogruppo del
Partito Democratico Dorina Bianchi non avesse dato il suo voto a
favorevole e se, più prudentemente, avesse fatto in modo di
aprire un dibattito all`interno della commissione, in maniera
collegiale”. Dal canto suo Franca Chiaromonte accusa: “Governo e
maggioranza hanno un obiettivo molto chiaro che è quello di
mettere le mani sul corpo delle donne”. Si schiera senza mezzi
termini con Dorina Bianchi, invece, Daniele Bosone, anche lui del
Pd e vicepresidente della commissione: “L’indagine conoscitiva
sulla pillola Ru486 – precisa – non attenta alla dignità delle
donne, e non c’entra nulla con la modifica alla legge 194”.
Polemizzando con i suoi colleghi di partito che hanno perso le
distanze, aggiunge: “Qualsiasi altra considerazione appare fuori
luogo e fuorviante, a meno che non si voglia fare di questi
delicati temi il solito campo di scontro ideologico tra laici e
cattolici. Se qualcuno avesse questa sconsiderata intenzione
farebbe meglio a farsela passare”.
Bar
MAZ
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