Rapinavano vip e ricchi rampolli di famiglie in vista: condanne pesanti per la banda dei Rolex.
Al gruppo fu fatale la rapina messa a segno a Varese in via Bernascone nel febbraio 2011: nel mirino dei rapinatori una coppia di giovani varesini gran frequentatori della vita milanese con particolare predilezione per i locali di corso Como.
Proprio il “corso” milanese per definizione era il terreno di caccia favorito per i professionisti del colpo mordi e fuggi: a gruppetti intercettavano la preda che, non sospettando nulla, continuava a godersi la serata facendosi studiare.
Quando la vittima si allontanava per rincasare veniva seguita sino a casa con auto prese a nolo in Campania. Tutti i sette componenti della banda sono infatti di origine napoletana.
Nel caso di via Bernasconi i due ragazzi presi di mira furono aggrediti mentre ritiravano in garage la Porche di famiglia: pistola puntata addosso le due vittime furono costrette a consegnare i cellulari e un Rolex Daytona di gran pregio: valore stimato del bottino 12 mila euro.
I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Varese diedero il via alle indagini coordinati dal pubblico ministero . Dall’inchiesta emerse l’esistenza di una vera organizzazione: piccole squadre di rapinatori che con turni quindicinali da aprile a ottobre partivano da Napoli raggiungendo il ricco nord.
I militari varesini chiusero il cerchio il 2 agosto 2012 quando eseguirono le ordinanze di custodia cautelare a carico di sette persone. Pene pesanti quelle stabilite dal gup ieri (tutte in abbreviato e quindi scontate per legge di un terzo) che potrebbero aggravarsi.
Alla banda del Rolex vengono infatti contestate almeno altre sette rapine oltre al colpo varesino: cinque a Milano, una a Bergamo, tra l’altro ai danni del fondatore di Mediaworld, e una a Lucca.
Alcuni degli imputati nel processo varesino, inoltre, sono sospettati del colpo messo a segno il 14 febbraio 2011, pochi giorni prima della scorribanda varesina, che vide un’altra vittima eccellente: , ex calciatore ed ex marito di . Per i colpi accertati si stima che la banda abbia accumulato un bottino di 80 mila euro.
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