Milano, 9 feb. (TMNews) – E’ un Edmondo Bruti Liberati sicuro di sè quello che, dopo le tensioni e i nervosismi dei giorni scorsi relativi al rebus giuridico, si presenta ai giornalisti per parlare della richiesta di processo con rito immediato per Silvio Berlusconi depositata questa mattina, ritenendo che nei confronti del premier “sussista l’evidenza della prova”. Richiesta che il gip esaminerà, per poi
decidere entro la settimana prossima. “Siamo competenti noi”, sono le parole fondamentali del capo dei pm milanesi per il quale non c’è reato ministeriale che tenga. Il premier abusò della qualità e non delle funzioni del suo incarico telefonando in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio per ottenere la liberazione dell’allora minorenne Ruby, fermata per furto da una volante della polizia.
“Noi violare la Costituzione? Questa è una opinione dell’onorevole Ghedini”, dice con calma Bruti, secondo il quale nelle 782 pagine mandate al gip c’è abbastanza per ritenere la prova evidente e saltare l’udienza preliminare, il percorso più lungo. Il premier avrebbe commesso la concussione per coprire l’altro reato, la prostituzione minorile, quello per il quale il codice prevede la citazione diretta o il rito ordinario ma non l”immediato’. “A seguito di attenta ricognizione dei problemi di diritto e di scrupolosa analisi dei precedenti abbiamo ritenuto di non doverci discostare dalla linea costantemente seguita a Milano in tema di rito immediato anche per i reati connessi”, si legge nella nota ufficiale. La procura di Milano infatti ha scelto la prassi generalizzata a fronte di una sola sentenza della Cassazione che viene definita “di segno apparentemente contrario”.
Frk
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