Ruby/ Per Berlusconi pm tentano golpe, ma si teme filone ‘romano’

Ruby/ Per Berlusconi pm tentano golpe, ma si teme filone ‘romano’

Roma, 8 feb. (TMNews) – Come se non bastasse il tempo che ci ha passato ieri e oggi, anche questa sera a cena il premier, Silvio Berlusconi, torna a incontrare il suo avvocato Niccolò Ghedini e il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Una specie di ‘consiglio di guerra’ che, per la verità, è riunito in maniera pressoché permanente da quando è scoppiato il Ruby-gate. Un conclave per affinare la risposta che il presidente del Consiglio intende dare alla Procura di Milano che – ormai è ufficiale – domani presenterà la richiesta di rito immediato nei suoi confronti sia per il reato di concussione che per quello di prostituzione minorile.

Ed è pur vero che tutto era stato messo in conto. E tuttavia, nell’entourage del premier non era tramontata la speranza che i pm milanesi chiedessero la ‘via breve’ solo per la famosa telefonata in Questura a favore della presunta nipote di Mubarak. Per questo Ghedini commenta con un “me l’aspettavo”, ma senza rinunciare a un affondo verso i pm che “violano la Costituzione”. La linea difensiva del presidente del Consiglio, infatti, resta quella di contestare la competenza della procura di Milano: della concussione – è la tesi – dovrebbe occuparsi il Tribunale dei ministri, della prostituzione quello di Monza. E poi c’è la strada del conflitto di attribuzione alla Consulta che Berlusconi preferirebbe venisse sollevato dalla Camera, piuttosto che dal governo, nonostante le debolezza dei numeri in ufficio di presidenza. Nel frattempo ci si aggrapperà a qualsiasi via legale per ‘rallentare’ il procedimento.

In cima alla lista dei desiderata del presidente del Consiglio, d’altra parte, c’è l’esigenza di liberarsi della Procura di Milano. Il premier è convinto che ci sia una saldatura tra certi pm, la politica e ora anche la piazza per farlo fuori. A suo giudizio praticamente un tentativo di “golpe”. Ma lui non ha alcuna intenzione di mettersi da parte. Raccontano che qualche giorno fa sia stato sfiorato anche dall’idea di sollecitare un invio degli ispettori da parte del ministero e di aver poi desistito per

non esacerbare il clima. Elezioni ora? Il cavaliere ha prima di tutto l’esigenza di mettersi al riparo dai procedimenti giudiziari (anche il ‘Mills sta per ripartire) e per questo ha chiesto al Pdl in Parlamento di andare avanti sul dossier giustizia, a partire dal processo breve. E poi, il Cavaliere già si immagina Boccassini&Co. che ogni giorno, a mo’ di goccia cinese, chiamano a testimoniare una delle ragazze coinvolte. E tutto solo – continua a ripetere – per infangarlo, perché “non c’è alcuna prova di reato.”

In pubblico, almeno per oggi, il presidente del Consiglio non commenta. La versione ufficiale è che il governo va avanti a lavorare e a fare riforme. E infatti Berlusconi domani metterà la ‘faccia’ sui provvedimenti economici che saranno varati dal Consiglio dei ministri, tra cui la riforma dell’articolo 41, un decreto legislativo sugli incentivi e un ddl sulla concorrenza e il mercato. E questo nonostante le nuove tensioni con Giulio Tremonti che ancora una volta avrebbe stretto i cordoni della borsa di fronte alla richiesta di risorse per lo sviluppo avanzata dal premier.

Ma anche agli esponenti del governo che oggi sono andati a trovarlo per discutere proprio del Cdm di domani, il premier è apparso piuttosto distratto, tutto preso dal conclave con i suoi avvocati. A palazzo Grazioli, infatti, c’è il timore che al filone milanese e a quello napoletano, si affianchi anche quello delle feste romane. E che questo porti a un vertice tra le procure e al conseguente ‘trasferimento’ di tutto nelle mani del ‘pool rosso’.

Bac/Tom

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