Russia/ Corte costituzionale: no a applicazione condanna capitale


San Pietroburgo, 19 nov. (Apcom)
– La Corte Costituzionale russa si è pronunciata contro il ritorno all’applicazione della pena di morte alla fine della moratoria attualmente in vigore, in scadenza il primo gennaio. Il capo della corte, Valery Zorkin, ha detto che il paese deve prorogare la moratoria sino alla ratifica della convenzione europea che prevede l’abolizione della pena capitale.

In vista
della scadenza della moratoria, la Corte suprema aveva chiesto alla
Corte Costituzionale di esaminare i mezzi giuridici per non
applicare la pena capitale dal prossimo anno. A complicare il lavoro della corte uno stato di fatto che vede una forte maggioranza della popolazione a favore della pena capitale contro la posizione delle autorità che vogliono rispettare gli impegni internazionali verso
una graduale abolizione. Mosca ha infatti sospeso la pena di
morte nel 1996, al momento dell’ingresso nel Consiglio d’Europa,
ma poi non l’ha mai abolita. Vladimir Putin ha più volte
sostenuto di volere, ma non poter procedere all’eliminazione
della massima pena, e ora la palla rimbalza nel campo del
successore Dmitri Medvedev che oggi ha prospettato a sua volta
una graduale abolizione.

La Russia ha firmato il protocollo 6 della Convenzione Europea
dei Diritti dell’Uomo, però il parlamento non l’ha mai
ratificato, da cui l’attuale rischio di impasse. Nel 1999, la
Corte costituzionale nel 1999 ha poi vietato le condanne alla
pena capitale sino alla completa istituzione di un sistema di
corti d’Assise in tutto il Paese. L’ultima repubblica dove non
c’è Corte d’Assise – nel senso di assenza di giuria popolare – è
la Cecenia, che dovrebbe adeguarsi dal primo gennaio 2010.

Secondo il presidente della Commissione della Duma per la
Sicurezza, Vladimir Vassilev, nelle prigioni russe ci sono al
momento 1.600 condannati a morte, ora ‘rinviati’ a nuova
moratoria o a un passo indietro che i vertici russi non sembrano
comunque considerare una vera possibilità.

vgp

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