Salasso-crac per Varese Bruciati due milioni di euro

Salasso-crac per Varese
Bruciati due milioni di euro

Crac finanziari: in dieci anni bruciati quasi due milioni di euro dei consumatori varesini.

«Parliamo di tre grandi operazioni che hanno messo in ginocchio i cittadini: Parmalat, Cirio, con relativo collegamento ai tango bond argentini, e la decisione di Banca Popolare di Milano di ritirare le obbligazioni “Convertendo” sino a tre anni prima della loro scadenza – spiega al vertice di Conconsumatori Varese – Parliamo di cifre: con Parmalat i varesini hanno visto sfumare investimenti per oltre un milione di euro».

Più leggere, per modo di dire,le cifre di Cirio-tango bond argentini: oltre 200mila euro. Le obbligazioni “Convertendo” sono costate ai varesini quasi mezzo milione di euro.

«Qui parliamo di risparmiatori normali – spiega Meucci – Persone che su questi titoli hanno investito magari buona parte dei risparmi di una vita o la liquidazione». I crac avevano ridotto sul lastrico pensionati, piccoli risparmiatori, commercianti o artigiani che avevano poi avuto problemi nella gestione della loro attività.

E sono rimasti con un pugno di mosche in mano. «No, non proprio – spiega Meucci – Le nostre class action hanno avuto successo: le azioni legali collettive, che stanno tutte arrivando a una definizione diciamo tombale, hanno permesso di recuperare ai risparmiatori da un minimo del 35% a un massimo del 50% dell’investimento iniziale».

E nell’ultima settimana sono state tre le sentenze che hanno portato alla svolta. Una di queste è stata pronunciata dal tribunale di Varese e ha permesso a un consumatore che nel 1999 aveva investito 15mila euro in Cirio di recuperare l’intera somma: nel contratto firmato il promotore finanziario aveva omesso la clausola rescissoria. A norma di legge quel contratto era nullo: l’investimento dovrà essere restituito in toto.

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