Sale giochi contro il comune «Ci deve un milione di euro»

Sale giochi contro il comune «Ci deve un milione di euro»

VARESE Causa da un milione di euro per il Comune. I titolari delle sale da gioco stanno facendo ricorso al Tar contro l’ordinanza, emesse qualche settimana fa dal sindaco Fontana, che ne limita l’orario di apertura dalle 9 alle 22. Un provvedimento che, secondo i titolari delle sale, bypassa una sentenza della Corte costituzionale che circoscrive i poteri dei sindaci e li esclude in materia di giochi. Limiti temporali sugli orari di apertura e chiusura e obbligo di appendere locandine/manifesti che indichino la pericolosità di assuefazione dal gioco e alcuni numeri di pubblica utilità relativi alla problematica del gioco d’azzardo patologico, sarebbero del tutto arbitrari. Nell’ordinanza sono indicate anche le sanzioni: per il mancato rispetto degli orari di apertura e/o chiusura della sala si va da un minimo di 516 a un massimo di 3.098 euro, per omessa esposizione delle locandine la sanzione amministrativa va da 25 a 500 euro. «Un provvedimento che non compete all’amministrazione comunale – spiga Sebastiano Settori, portavoce delle sette sale da gioco cittadine – e che comunque non ha senso di esistere in questa logica, perché c’è una disparità di trattamento. E’ rivolto solo alle sale da gioco, ma sono moltissimi i bar che al loro interno hanno le macchinette e che possono tenerle funzionanti fino a tarda notte. I clienti via da noi si chiudono nei bar, quindi non ha senso un

provvedimento del genere. Senza contare che stiamo parlando di giochi che possono essere equiparati alle lotterie o ai gratta e vinci. Un’ordinanza che voglia limitare l’utilizzo delle macchinette dovrebbe penalizzare tutti i locali che le possiedono e se proprio si volessero studiare delle limitazioni, dovrebbero tenere conto anche dei rivenditori di gratta e vinci».Quello che vogliono gli esercenti è che l’amministrazione cancelli subito l’ordinanza e li risarcisca del mancato guadagno che, per le ore serali perse, corrisponde al 50% dell’incasso totale. «I guadagni maggiori li abbiamo proprio nelle ore serali – continua – abbiamo calcolato che, con i tempi del Tar, si arriverà a una sentenza tra un anno e fino ad allora dovrà essere il comune a rimborsarci i mancati incassi. Tutti noi titolari abbiamo una famiglia da mantenere e avere una sala da giochi comporta spese enormi e permessi particolari, ci spiegano come possiamo far fronte a tutto ciò se non ci permettono di lavorare?». Il sindaco Fontana è convinto di aver fatto la cosa giusta. «Limitare gli effetti del gioco è doveroso per un primo cittadino – spiega Fontana -. Si è pensato a un’ordinanza per tutelare la salute dei cittadini, se i titolari delle sale da gioco non sono d’accordo, possono impugnare l’ordinanza. Per quanto mi riguarda, abbiamo fatto la cosa giusta. Le macchinette ci sono anche nei bar, ma sono pochissime Valentina Fumagalli

f.iagrossi

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google