«Il risultato di questa manovra potrebbe essere che 25 famiglie oggi in fascia alta manderanno i figli ai nidi privati, il che è un peccato perché gli asili nidi comunali sono una eccellenza della nostra città». Così Barbara Andreotti, rappresentante dei genitori dell’asilo nido Le Costellazioni, dove ieri pomeriggio l’assessore ai servizi educativi Rossella Dimaggio, il dirigente Andrea Campane e il funzionario Gabriella Mangano hanno indetto una riunione per spiegare le tariffe e gli orari dei nidi che entreranno in vigore dall’inizio del prossimo anno scolastico.
I bimbi che frequentavano i nidi a Varese lo scorso anno sono 229, di questi 51 (il 22,27 per cento) sono seguiti dai servizi sociali, 62 (il 27,07 per cento) sono in fascia di reddito 1 (Isee compreso da 0 a 9.340 euro), 26 bambini (11,35 per cento) sono in fascia 2 (Isee compreso tra 9.341 e 12.895 euro), 21 (9,17 per cento) sono in fascia 3 (da 12.896 a 16.445 euro), 22 (9,61 per cento) sono in fascia 4 (da 16.446 a 20 mila euro), 22 (9,61 per cento) sono in fascia 5 (da 20.001 a 30 mila euro), 25 (10,92 per cento) sono in fascia 6 (da 30.001 e oltre).
Gli aumenti della retta base, dal prossimo anno, interesseranno le famiglie che hanno un Isee superiore a 20 mila euro, quindi il 20 per cento dell’utenza (considerando l’utenza 2015-2016). Al numero, però, bisogna aggiungere le famiglie residenti fuori dal Comune, a cui sarà applicata la tariffa massima, ovvero 850 euro al mese.
«È vero che la retta aumenterà progressivamente in base alla fascia Isee. Ma la revisione delle tariffe ha portato a degli aumenti che ricadranno su tutti – precisa Andreotti – Il primo è relativo al pre-asilo: quest’anno i bimbi possono essere portati al nido dalle 7.30 alle 9.30 del mattino, dall’anno prossimo, invece, l’ingresso sarà possibile solo dalle 9 alle 9.15. Chi, per esigenze lavorative, deve essere in ufficio alle 9 o alle 9.30 dovrà pagare il pre-asilo, cosa che significa aggiungere alla retta 25 euro al mese». «Quest’anno, inoltre, per il nido, si paga una tariffa mensile base, a cui si aggiunge una tariffa giornaliera in base alla frequenza. Dall’anno prossimo, invece, tutti pagheranno la tariffa mensile e avrà diritto a uno sconto del 30 per cento solo chi farà più del 50 per cento delle assenze».
«Erano sette anni che non si metteva mano alle tariffe, la lineare progressività introdotta va nella direzione dell’equità – ha risposto Dimaggio – Non possiamo dire né che le tariffe siano aumentate, né che siano diminuite, perché dipende dall’Isee di ciascuna famiglia». «Negli asili nidi comunali abbiamo un rapporto educatore bambino pari a 1-6 e 1-8, cosa che non si riesce a trovare in un asilo privato – continua l’assessore – Anche con la revisione delle tariffe, la copertura delle rette non supera il 14 per cento dei costi. Abbiamo cambiato gli orari per rimodulare i turni, così da avere le compresenze degli insegnanti e non aumentare il rapporto educatore bambino». «Le modifiche non sono state introdotte per fare cassa, ma per un discorso di equità – ha ribadito Campane – Ogni cittadino, e lo sancisce anche la Costituzione, paga le tasse in base a quello che guadagna. Un incremento del 20 per cento, per chi ha un Isee alto, dopo 7 anni in cui non sono stati toccati i costi, non mi sembra una argomentazione valida per sostenere che la revisione delle tariffe danneggia le famiglie». Il Comune invita i cittadini ad andare sul sito amministrazionicomunali.it per capire il valore del proprio Isee: è già capitato che le famiglie ritenessero di avere un indicatore economico superiore a quello reale, e che stimassero erroneamente un aumento delle tariffe.













