«So di essere finito politicamente. Ne sono consapevole». , presidente della commissione sanità della Regione Lombardia, arrestato martedì con altre 20 persone con le accuse di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio, lo avrebbe mormorato ieri poco prima di essere ascoltato dal gip in sede di interrogatorio di garanzia. Rizzi, o «l’allevatori di polli» o «allevatore di maiali», come veniva chiamato da alcuni collaboratori – stando a quanto compare nell’ordinanza che lo ha portato in carcere – a quanto pare, in cella ha guardato parecchia televisione, ascoltando i commenti relativi alla vicenda.
In particolare, ieri mattina il segretario federale della Lega Nord ospite della trasmissione Coffee Break su La7, ha spiegato: «Se è colpevole arrivo io con i calci in culo prima della magistratura». Alle 13 Rizzi, assistito dall’avvocato è comparso a Monza davanti al gip. E ha risposto alle domande per oltre tre ore. Rizzi ha parlato. «Ha chiarito la sua posizione in merito a quanto contenuto nell’ordinanza», ha detto Alberti senza entrare nel merito ma aggiungendo:«Con ogni probabilità chiederemo a breve di essere ascoltati anche dal pubblico ministero». Rizzi avrebbe quindi fornito la sua versione dell’accaduto, fornendo spiegazioni che, secondo la sua versione, lo vedrebbero estraneo alla vicenda o quantomeno non coinvolto nei giri di appalti truccati che vorrebbero al vertice del sistema. Sarebbe lei la mente di tutto che si sarebbe avvicinata a Rizzi a caccia di una copertura politica. La volontà di Rizzi di essere ascoltato anche dal pubblico ministero indicherebbe da parte del leghista la disponibilità a collaborare spiegando ulteriormente la sua posizione e, magari, andando a definire il ruolo di altre persone. Rizzi è apparso «provato dall’accaduto ma sereno – ha detto Alberti – È in grado di precisare la propria posizione». Ed è notizia dell’altroieri che i carabinieri, perquisendo l’abitazione di Rizzi, abbiano trovato in mansarda circa 15mila euro in banconote da 500 euro (che Rizzi in un’intercettazione definiva difficili da versare) che sarebbero un acconto di una tangente da cinquantamila euro che la Canegrati avrebbe dovuto versare a lui e al suo braccio destro (arrestato a sua volta).
Ma le sorprese non sono terminate: i carabinieri a casa Rizzi hanno trovato anche circa 1.900 euro, nascoste all’interno di un congelatore; rinvenuti anche altri cinquemila franchi svizzeri in una busta. «Ha fornito spiegazioni anche in relazione a quel denaro», ha detto l’avvocato Alberti. Di quel denaro Rizzi parla anche in un’intercettazione. Nel frattempo emergono altri dettagli. Rizzi a quanto pare era ossessionato dai mutui. Tanto da mettere in piedi un fittizio progetto per un ospedale pediatrico in Brasile con lo scopo di utilizzare i finanziamenti proprio per estinguere i vari mutui accesi negli anni. Rizzi al termine dell’interrogatorio è tornato in cella. «Abbiamo chiesto un’attenuazione della misura di custodia cautelare», ha concluso Alberti. Dal carcere agli arresti domiciliari. Il giudice si è riservato.













