SAMARATE – Una giunta ancora incompleta, un consigliere passato all’opposizione e una commissione chiusa per mancanza del numero legale. La maggioranza che sostiene il sindaco Alessandro Ferrazzi attraversa una fase delicata e il centrodestra torna all’attacco chiedendo al primo cittadino di verificare la tenuta politica della coalizione.
Nel giro di poco più di un mese sono arrivate prima le dimissioni dell’assessore Alessandra Cariglino, che non è ancora stata sostituita, e successivamente la decisione di Alessandro Cenci e di Samarate Insieme di lasciare la maggioranza e passare tra i banchi dell’opposizione.
Due passaggi che hanno ridotto il margine politico dell’amministrazione e riaperto il confronto sui rapporti tra le diverse componenti della coalizione.
Le difficoltà interne alla maggioranza
Le tensioni non sono nate nelle ultime settimane. Già dopo l’uscita di Cariglino, Samarate al Centro aveva chiesto un «deciso cambio di metodo», riconoscendo incomprensioni e momenti di scontro maturati nei primi due anni di amministrazione.
Lo stesso gruppo aveva successivamente rivolto un appello pubblico a Cenci affinché rimanesse nel progetto politico. Il tentativo di ricucitura non ha però avuto successo.
Cenci ha spiegato di non ritenere più presenti le condizioni necessarie per proseguire il percorso insieme alla coalizione di Ferrazzi. La decisione è maturata dopo mesi di tensioni e un ultimo confronto tra le diverse anime della maggioranza.
Rimane inoltre irrisolto il nodo delle deleghe precedentemente assegnate a Cariglino, compresa quella ai Lavori pubblici. A distanza di oltre un mese dalle dimissioni non è stato ancora trovato un accordo sulla sostituzione o sulla redistribuzione delle competenze, nonostante il sindaco si fosse dichiarato disponibile a cedere alcune delle deleghe mantenute direttamente.
La commissione Sport chiusa senza numero legale
L’ultimo episodio contestato dall’opposizione riguarda la commissione convocata martedì sera, durante la quale si sarebbe dovuto discutere anche del bando relativo agli impianti sportivi di Verghera.
La seduta è stata chiusa a causa della mancanza del numero legale.
«Avremmo voluto portare l’argomento, ma non c’era il numero legale e la commissione è stata chiusa», afferma Valentino Celotto della Lega. «È l’ennesima dimostrazione di un metodo approssimativo e superficiale».
Secondo Celotto, quanto avvenuto non rappresenterebbe un semplice incidente organizzativo, ma il riflesso delle difficoltà attraversate dalla coalizione.
«Coincide con ciò che vediamo sul piano politico: una casella in giunta vacante da più di un mese e una maggioranza che ci chiediamo se sia arrivata al capolinea. Il sindaco dovrebbe fare una riflessione e prendere atto della crisi».
Monti: «La commissione è la punta dell’iceberg»
Sulla stessa linea Vito Monti di Fratelli d’Italia, che mette in discussione la coesione originaria della coalizione vincitrice delle elezioni del 2024.
«Il sindaco Ferrazzi è tenuto in piedi da una maggioranza nata soltanto per mandare a casa l’amministrazione Puricelli», sostiene Monti. Secondo l’esponente di FdI, le differenti provenienze politiche dei gruppi che compongono la coalizione renderebbero difficile individuare una linea amministrativa condivisa: «Smentiscono i litigi, ma poi emergono i fatti».
Per Monti, la mancata seduta della commissione Sport sarebbe soltanto «la punta dell’iceberg». L’esponente di Fratelli d’Italia richiama anche quanto avvenuto nella precedente commissione Istruzione, durante la quale il presidente del Consiglio comunale Luca Macchi avrebbe espresso osservazioni critiche nei confronti dell’assessore competente.
Macchi è intervenuto anche dopo la commissione Sport, contestando la gestione della seduta e il mancato spazio concesso alle opposizioni per chiedere un chiarimento politico.
Il documento interno e le indiscrezioni dell’opposizione
Il centrodestra riferisce inoltre dell’esistenza di un documento interno contenente gli obiettivi della maggioranza, che non sarebbe stato sottoscritto da tutti i consiglieri.
Secondo Monti, tra coloro che non avrebbero firmato figurerebbero Cenci e lo stesso Macchi. Si tratta di indiscrezioni provenienti dall’opposizione, sulle quali non risultano al momento conferme ufficiali da parte della maggioranza.
La maggioranza resta in piedi, ma aumenta la pressione
Il passaggio di Cenci all’opposizione non ha determinato la caduta dell’amministrazione, ma ha reso più fragile l’equilibrio politico della coalizione. A questo si aggiungono la mancata sostituzione di Cariglino e le tensioni emerse durante i lavori delle commissioni.
Dopo le dimissioni dell’assessora, Ferrazzi aveva riconosciuto l’esistenza di divergenze, escludendo tuttavia divisioni insanabili all’interno della giunta e lasciando aperta la possibilità di redistribuire le deleghe.
Per il momento la maggioranza conserva i numeri per governare. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia chiedono però al sindaco di chiarire pubblicamente se esista ancora una linea condivisa tra le forze che lo sostengono. La pressione politica su Ferrazzi, dopo gli ultimi avvenimenti, è inevitabilmente aumentata.













