San Fermo, vicino bellicoso Dalle mutande alle manette

San Fermo, vicino bellicoso
Dalle mutande alle manette

Insegue il vicino in mutande e armato di coltello: finisce in manette per minaccia aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

L’arrivo degli agenti della polizia di Stato, tra l’altro, ha salvato anche lui: i condomini, esasperati dal suo comportamento, si stavano organizzando in gruppo per “fermarlo” e dargli una lezione. È accaduto a San Fermo, l’altro ieri nella tarda serata. Lui è un quarantenne con diversi problemi: instabilità psichica, dipendenza da alcol e forse anche da droga.

Un uomo magrissimo e smunto che, i vicini, indicano come “il matto”. Un uomo magrissimo e smunto che da un anno e mezzo starebbe rendendo la vita impossibile a tutti gli altri residenti nella palazzina.

Tra insulti e aggressioni, dispetti ed eccessi d’ira che hanno prima spaventato e poi spazientito.

Per i vicini il peggio arriva quando l’uomo è ubriaco; in quello stato perde proprio il controllo. Così come è accaduto l’altro ieri. Il vicino di casa ha detto al quarantenne di piantarla di fare quel baccano insopportabile. L’uomo avrebbe risposto insultandolo a gran voce. E l’altro si sarebbe infuriato; i toni della discussione si sarebbero accesi sino all’epilogo inaspettato e impareggiabile.

Il quarantenne ha afferrato un coltellaccio da cucina e così com’era, ovvero con un paio di mutande e null’altro addosso, ha iniziato ad inseguire il vicino minacciandolo di morte. E morte cruenta.

Non pago, davanti all’ovvia fuga dell’altro, l’uomo gli ha scagliato contro anche una pioggia di bottiglie di birra vuote con il rischio di ferirlo seriamente.

A quel punto gli altri condomini sono accorsi per aiutare il malcapitato; non prima però di aver chiamato la polizia. Il quarantenne si è ritrovato all’improvviso solo contro tutti.

Solo contro il gruppo di vicini furiosi: l’arrivo della polizia ha evitato il peggio. Il quarantenne ha insultato e scalciato anche contro i poliziotti. E’ stato arrestato e ieri mattina l’arresto è stato convalidato in sede di direttissima.

In aula il quarantenne ha pianto disperato, dichiarando di essere lui la vittima, dichiarando di essere vessato perché “matto”, e supplicando il giudice di rimandarlo a casa dalla sua gattina che altrimenti non avrebbe avuto da mangiare e da bere.

Il quarantenne è stato sottoposto all’obbligo di firma; la gattina potrà essere accudita, quindi. Il 28 luglio il quarantenne sarà processato. 

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google