Sanzioni sul petrolio russo sospese dagli Usa per trenta giorni, critiche da Ue e Kiev

La deroga, secondo Reuters che cita l'inviato russo Dmitriev, riguarderebbe circa 100 milioni di barili al giorno (foto d'archivio)

WASHINGTON – Nuove tensioni tra alleati occidentali dopo la scelta degli Stati Uniti sul petrolio russo fermo in mare. Washington ha deciso di sospendere per trenta giorni le sanzioni sulle esportazioni legate a quei carichi.

La deroga, secondo Reuters che cita l’inviato russo Dmitriev, riguarderebbe circa 100 milioni di barili al giorno. Una quantità che equivale quasi a un giorno dell’intera produzione mondiale.

La decisione provoca reazioni dure in Europa. Il presidente del Consiglio europeo Costa parla di una scelta unilaterale che incide sulla sicurezza del continente. Anche il presidente ucraino Zelensky critica la misura, sostenendo che non favorisca il percorso verso la pace.

Unione europea e Gran Bretagna, intanto, confermano le sanzioni contro Mosca. Per Costa è necessario rafforzare la pressione economica sulla Russia per spingerla ad avviare negoziati seri e arrivare a una pace giusta. Allentare le misure restrittive, avverte, rischia invece di aumentare le risorse disponibili per proseguire la guerra contro l’Ucraina.

Di tono opposto la reazione russa. Da Mosca sottolineano che stabilizzare il mercato energetico globale è impossibile senza il contributo del loro Paese.

Intanto il petrolio rallenta a New York: il prezzo scende del 2,71%, a 93,14 dollari.