Roma, 10 giu. (TMNews) – Sono ancora troppi i minori vittime di sfruttamento lavorativo nel mondo e in Italia. La povertà sempre più diffusa a causa della crisi economica e dell’aumento dei prezzi del cibo, la mancata scolarizzazione e contesti socio economici a rischio: ecco le cause che dell’alto numero di bambini coinvolti e sfruttati nel fenomeno del lavoro minorile in tutto il mondo.
Alla vigilia della Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile, Save the Children vuole puntare i riflettori sui 115 milioni di bambini coinvolti in lavori rischiosi nel mondo. Il fenomeno riguarda nella maggioranza dei casi gli adolescenti, in una fascia d’età tra i 15 e i 17 anni, ma sono tanti anche i bambini piccoli, a partire da 5 anni, che fanno parte delle schiere di minori che lavorano. Quasi un terzo del totale sono bambine. La maggior parte di coloro che compiono lavori pericolosi lo fa nell’ambito agricolo (59%), seguito da quello dei servizi (30%, prevalentemente come domestici o per strada) e dall’industria (11%). Benché la maggioranza di essi si concentri in Asia, coloro che compiono lavori più rischiosi vivono per la maggior parte nell’Africa sub sahariana.
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Red/Fcs
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