Roma, 28 lug. (Apcom) – “La Lega ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l`inchiesta sulle infiltrazioni della `ndrangheta in Lombardia racconta una realtà diversa. Dov`era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato? E perché, adesso non risponde?”. Comincia dall’attualità l’intervista di Roberto Saviano a Vanity Fair, che gli dedica la copertina del numero in edicola dal 28 luglio, quattro anni dopo Gomorra. E a stretto giro di posta è arrivata la replica a dir poco accesa della Lega.
“E’ accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega – ha detto Roberto Castelli dello scrittore – è che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al nord, aveva ancora i calzoni corti. Se nulla sa della storia della Lombardia, vada a rileggersi la storia della battaglia che la Lega fece a Lecco a iniziare dal `93 contro i clan della `ndrangheta”.
“Atti amministrativi precisi, fatti concreti. Non ci siamo limitati – ha continuato Castelli – a scrivere quattro cose e a partecipare a quattro conferenze. Né siamo diventati ricchi per questo. Abbiamo corso solo rischi. Infine un invito: vediamo che continua a fare pubblicità al suo libro. La smetta, perché gli antimafia a pagamento – ha concluso il leghista – sono sempre meno credibili”.
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