Roma, 27 feb. (Apcom) – Mentre il fondatore di Fastweb ed ex ad della società, Silvio Scaglia, aspetta a Regina Coeli, emergono dagli interrogatori nuovi dettagli sulla vasta inchiesta per riciclaggio che coinvolge oltre a Scaglia altri nomi della finanza italiana, il senatore (quasi ex) Nicola Di Girolamo, e il faccendiere Gennaro Mokbel, colui che avrebbe guidato i rapporti fra Di Girolamo e la ‘ndrangheta allo scopo di ripulire il denaro accumulato con frodi fiscali.
Intanto, da Torino, anche il premier Silvio Berlusconi ha sconfessato il senatore Di Girolamo, eletto nella circoscrizione esteri nelle fila del suo partito: “non l’ho mai conosciuto” ha detto, “c’era già una pratica avviata al Senato circa le regolarità della sua elezione. Stamattina il presidente del Senato ha dichiarato di voler mettere all’ordine del giorno la ripresa della pratica, immagino quindi che ci sarà un voto sul decadimento o meno del senatore”.
Tra i beni riconducibili a Mokbel figurano appartamenti, centinaia di opere d’arte, sequestrate oggi dai Ros a Roma in un magazzino in zona collina Fleming (dove Mokbel aveva acquistato nel 2007 anche due appartamenti), e ci sarebbe anche un ristorante in piazza Bologna, il ‘Filadelfia’. La licenza commerciale del ristorante risulta
acquistata il 9 novembre del 1999 per l’importo dichiarato di circa 45.000 euro. In una delle conversazioni intercettate, Mokbel spiega a una donna: “…eh bé! L’ho comprato apposta per mangiarci io…”. In via Cortina d’Ampezzo, nel 2007 Mokbel comprò due appartamenti. Uno diventa la dimora romana sua e della moglie Giorgia Ricci.
Silvio Scaglia (che secondo la Procura romana non poteva essere all’oscuro della maxi-truffa, e che nega ogni addebito) sarà ascoltato dal gip Aldo Morgigni per l’interrogatorio di garanzia solo tra lunedì e martedì. Martedì il gip sentirà i vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle, per poi decidere sull’eventuale commissariamento delle due società.
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