Il Comune non si accorge del bando, le famiglie varesine perdono decine, forse centinaia di migliaia di euro di rimborsi erogati dall’Inps per le spese del nido.
Parliamo dei contributi per i servizi dell’infanzia introdotti in via sperimentale con la legge numero 92 del 28 giugno 2012. Sono rivolti alle mamme che rinunciano al congedo parentale e iscrivono i propri figli all’asilo, prevedendo un rimborso fino a 300 euro al mese per sei mesi.
A conti fatti il contributo potrebbe arrivare fino a 1.800 per ogni bambino (sono 260 quelli già iscritti ai nidi comunali). Una cifra di tutto rispetto, soprattutto in un periodo di crisi e di grandi difficoltà economiche come quello che stiamo attraversando.
Peccato che le famiglie varesine che mandano i figli ai nidi comunali non potranno accedere a questo fondo. Le strutture per la prima infanzia del Comune di Varese non risultino iscritte alla sperimentazione, lanciata dall’ente previdenziale come esplicitamente richiesto dalla norma pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso febbraio e ribadito dal bando Inps rivolto ai nidi pubblici e privati e pubblicato sul sito dell’ente lo scorso maggio.
Le strutture avevano tempo fino al 26 giugno per iscriversi. Era sufficiente essere in regola con i contributi, avere una struttura a norma e presentare per via telematica la propria domanda di adesione.
Con il mese di luglio è poi scattata la seconda parte del bando, quella rivolta alle mamme, che fino al prossimo 10 luglio possono richiedere il rimborso parziale della retta del nido, sempre per via telematica, fornendo una serie di dati sulla composizione del nucleo familiare e sul reddito Isee.
Sono già migliaia le domande compilate online e che saranno vagliate dall’Inps, ma quelle presentate dalle famiglie varesine con i figli iscritti ai nidi comunali sono destinate ad essere respinte perché questi non compaiono nell’elenco delle strutture aderenti all’iniziativa.
© riproduzione riservata













