Scontro su referendum e Rai, Berlusconi: Su tv nomi infondati

Scontro su referendum e Rai, Berlusconi: Su tv nomi infondati

Roma, 18 apr. (Apcom) – Il premier Silvio Berlusconi sarebbe “arcicontento” di poter registrare “un’unità” con l’opposizione sui grandi temi sul tappeto. Ma una nuova stagione di dialogo non sembra vicina: l’infuocato botta e risposta tra maggioranza e opposizione sui nodi più roventi dell’attualità politica smentisce infatti ogni buona intenzione. Sul mancato election day e sulle nomine Rai decise a Palazzo Grazioli si scarica l’ira del Pd, che

bolla come scelta immorale il primo e come scandaloso il secondo: “Le nomine non si fanno a casa del premier”, tuona Dario Franceschini, smentendo di aver avuto contatti col Governo sul tema. La replica di Silvio Berlusconi non si fa attendere e rimescola le carte per quel che riguarda Viale Mazzini: “I nomi che ho letto sui giornali stamattina non saranno assolutamente quelli che emergeranno”, taglia corto.

“Credo che il direttore generale, lo so perché mi è stato
riferito privatamente dai consiglieri, abbia intenzione di avere
una nuova classe, una innovazione vera per la Rai con nuovi nomi
e facce più giovani”, riferisce il premier, che spiega di volere
un servizio pubblico che “non attacchi nessuno, a partire
dall’opposizione” e motiva la riunione a Palazzo Grazioli con
l’intenzione di tagliare i costi della bolletta telefonica di
Palazzo Chigi. Dunque, è “infondato” il totonomine che occupa le
prime pagine di tutti i quotidiani. Tuttavia c’è chi, pur non
escludendo le sorprese dell’ultima ora, assicura che i giochi
sono ormai fatti: praticamente certa la promozione di Mauro Mazza
alla guida di Raiuno e quella di Susanna Petruni, giornalista del
Tg1, alla seconda rete (in tandem con Ida Colucci). L’attuale
direttore, il leghista Antonio Marano, andrà ad affiancare in
qualità di vice Mauro Masi alla direzione generale: con lui, ha
conquistato la poltrona anche Lorenza Lei. In corsa, sempre per
il posto di vice di Masi (ma meno certi dei primi due), anche
Giancarlo Leone e Gianfranco Comanducci. Guido Paglia potrebbe
passare in quota An al Personale, mentre sono state siglate le
intese su Soccillo alla Radiofonia, Preziosi al Gr e Simonetta
Faverio, prima addetta stampa di Umberto Bossi e attualmente
vicedirettrice delle TPS, alla guida di Televideo.

Partita ancora aperta, invece, per le due testate maggiori: al Tg1, escluso l’arrivo di Maurizio Belpietro per problemi di budget (troppo alto lo stipendio del direttore di Panorama) e di opportunità (non otterrebbe il gradimento del Cdr del tg ammiraglio), rimane in pole Clemente Mimun. Anche se non si esclude una virata dell’ultima ora verso “facce nuove”, come annunciato dal premier. Ed è a due la corsa per la poltrona del Tg2: in campo, Mario Orfeo, direttore del Mattino, assai caro – e non solo – alla componente partenopea di An e Fi (Carfagna in tesa) e Augusto Minzolin, il notista politico della Stampa sponsorizzato da larga parte dei forzisti. Il Cavaliere, si fa notare, “è amico di entrambi, ma forse più affezionato a Minzolin”. Rimane per ora

nelle mani del dg, che ne conserverà l’interim, la guida della Fiction, cassaforte Rai su cui avrebbe messo gli occhi Carlo Rossella. In ogni caso, la partita delle nomine, non si giocherà questa settimana: mercoledì 22 il Cda sarà impegnato soprattutto nella difficile soluzione del caso Santoro, su cui il dg, a quanto si apprende, già oggi comincerà a lavorare mettendo nero su bianco la sua relazione. Tra le ipotesi allo studio di Masi e dell’ufficio legale di Viale Mazzini, quella di assegnare per contratto la responsabilità penale e civile di eventuali cause promosse nei confronti di alcune trasmissioni, va da sè a cominciare da Annozero, al conduttore (che ora non ne risponde direttamente) con la speranza che questa misura serva ad arginare mosse giudicate troppo azzardate e polemiche.

(segue)

Grb

182025 apr 09

MAZ

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google