Si infiamma il caso della colonia felina di via Lucio Fontana–via ai Prati a Comabbio. Lndc Animal Protection ha formalmente chiesto al sindaco Mariolino Deplano di ritirare in autotutela l’ordinanza del 13 ottobre 2025 che vieta di somministrare cibo ai gatti liberi e impone la chiusura di cantine, sottotetti e spazi potenzialmente utilizzabili come rifugio dagli animali. Un provvedimento che, secondo l’associazione, ha già provocato forte allarme tra centinaia di cittadini.
Gli animalisti contestano nel merito e nel metodo. A loro giudizio, impedire l’accesso a ripari e bloccare l’alimentazione non tutela l’igiene pubblica, ma costringe i gatti a disperdersi, aggravando il problema invece di risolverlo. Inoltre, rilevano che l’ordinanza non indica alcun referente ufficiale per la gestione della colonia, figura invece prevista dalla normativa vigente: un’assenza che renderebbe impossibile per i residenti capire come collaborare in modo corretto e legittimo.
Particolarmente dura la critica alla tesi secondo cui nutrire i gatti favorirebbe il randagismo. La presidente nazionale di Lndc, Piera Rosati, ribadisce che solo la sterilizzazione sistematica, accompagnata da monitoraggio sanitario e corretta alimentazione, può contenere stabilmente la popolazione felina, come previsto dalla Legge 281/1991.
Secondo l’associazione, l’ordinanza presenta numerosi profili di illegittimità e rischia di acuire tensioni tra residenti, ostacolare i volontari e peggiorare la gestione degli animali. Per questo è stata chiesta non solo la revoca, ma anche l’apertura di un tavolo tecnico con Ats Insubria e le associazioni protezionistiche, per definire un regolamento comunale conforme alla legge.
In alternativa, Lndc chiede una profonda revisione del provvedimento: eliminazione del divieto generalizzato di alimentazione, nuove regole sui ricoveri e obblighi più chiari e collaborativi per i privati.
Se l’amministrazione non interverrà, l’associazione annuncia che porterà il caso nelle sedi amministrative e giudiziarie, ribadendo che tutela degli animali, salute pubblica e decoro urbano possono e devono procedere insieme.













