Scuola; Domani precari vestiti da fantasmi per dire no a tagli

Scuola; Domani precari vestiti da fantasmi per dire no a tagli


Roma, 24 feb. (Apcom)
– Lo Stato li tratta come lavoratori
invisibili e loro domani provocatoriamente sfileranno vestiti da
fantasmi a Napoli, Palermo e Catania: ad organizzare la protesta
è stata la `Rete nazionale precari della scuola’, in
rappresentanza delle decine di migliaia di dipendenti della
scuola che a seguito del tagli previsti in finanziaria (oltre
41.000 docenti e almeno 15.000 Ata) il prossimo anno saranno
senza lavoro.

Secondo gli organizzatori dei sit-in di protesta molti
lavoratori della scuola si avviano a vivere, a seguito delle
riforme e dei tagli, “l’angosciante condizione di disoccupati a
vita, condizione che cancellerà il diritto a vivere
dignitosamente e che farà sprofondare famiglie intere ai limiti
della sopravvivenza”.

A Napoli l’appuntamento è piazza del Plebiscito dalle 17.30; a
Catania in via Etnea, angolo via Prefettura, alle 17; mentre a
Palermo dalle 16 svolgerà un vero e proprio corteo con partenza
in piazza Politeama, cui seguirà alle 18, all’interno del palazzo
delle Aquile (sala Rostagno), un’assemblea aperta alla città.

I precari, molti dei quali vestiti con lenzuoli bianchi,
chiederanno l’immediato ritiro dei tagli all’organico: “il
ministro Gelmini, in realtà commissariato dal ministro dell’
Economia Tremonti – si legge nel comunicato che presenta le
contestazioni di domani -, ha previsto un taglio di 87.000
docenti e 44.500 Ata. La riduzione degli organici avrà come
conseguenza la formazione di classi di 30, 35 persone in spregio
alla legge 626 sulla sicurezza, la scomparsa dell’informatica e
la pesante riduzione del tempo pieno nella scuola primaria”.

Tra le novità contestate figurano anche “la sparizione della
seconda lingua ed una complessiva riduzione dell’offerta
formativa della scuola media, la negazione del diritto allo
studio per gli alunni diversamente abili”.

Il tutto, sempre in base a quanto denuncia la `Rete dei precari’
in disaccordo con il piano triennale di 150.000 assunzioni
previsto dal governo Prodi (realizzato in toto nel 2007 e solo
in parte lo scorso anno): “queste assunzioni devono essere
completate con un piano complessivo di immissioni in ruolo che
porti alla completa copertura dei posti vacanti e disponibili”,
chiedono oggi i precari.

Alg

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